sabato 21 luglio 2012

TRAIL CIMA TAUFFI 60 KM



DA  RIPETERE   PER  ABBASSARE IL TEMPO...........

Di solito si dice” vado a farmi un ultratrail sulle Alpi”, stavolta invece ho avuto il piacere di farmi il mio primo ultratrail sulle mie montagne ,l’Appennino  tosco-emiliano  nella zona tra modena e bologna, gli Appennini che sono talmente vecchi che possono fare non da mamma ma da nonna alle più famose  cime alpine. Correre  su queste montagne limate nei millenni è come scoprire passo dopo passo pezzi di storia; partendo dal paese di Fanano a 630 mt. si punta verso la cima più alta, il Cimone, 2165 mt. dopo una partenza soft  nel sottobosco per  sentieri  ben tenuti, da dove sbirciando tra i rami si continua a vedere l’ alta cima che ti sorride,  si passa vicino a  vecchi casolari dove fanno dei  formaggi che rilasciano profumi  invitanti, ma non possiamo distrarci  e eccoci al lago della Ninfa, punto in cui si inizia con tre strappi in crescendo di durezza  la salita al Cimone,  dove si ha una visuale a 360 gradi su tutti gli Appennini e le vicine Alpi Apuane, e se il bel tempo ti assiste si possono vedere sia l’Adriatico che il mar Tirreno.  Ora si punta verso una delle zone più belle dell’Appennino,  Libro Aperto,e  ci accompagna un forte vento  rinfrescante che a ogni gola appare e scompare,  le gambe tremano ma si continua per raggiungere il primo punto di controllo passando per discese dove si puo correre  tenendo sempre gli occhi ben aperti,  incontrando  da prima distese di  mirtilli e tanti cespugli di lamponi,e pure rododentri,  per poi attraverso  le faggete  raggiungere  le cascate del Doccione,e vicino la verde conca dei  Taburri a 1230 mt.  Qui  ci si può rifocillare con ogni ben di Dio, e poi gambe in spalla, ci aspettano ancora tante salite… prossimo obiettivo monte Lancino, giro lo sguardo verso l’alto e vedo tante” formichine” che  corrono lassù in cima… ma come fanno ad essere già a 1700 mt.? Comunque lo si raggiunge con una salita quasi continua attraversando boschi dove vedo alcuni bellissimi alberi  secolari , e in una valletta qualche ruscelletto rifrescante( ma non defaticante). Comincio a pensare che gli organizzatori siano un po’ sadici, continuano a mandarci su e giù,così mi devo ributtare di nuovo verso i  1400 mt. della Pilaccia e una volta uscito dal bosco mi ritrovo su un dirupo da dove si vede gran parte del crinale, una vallata a forma di ferro di cavallo dove sulla punta dall’altro lato si vede la famosa Cima  Tauffi…  1800 mt. Uffa! ma il crinale è tutto su e giù, giù e su … ok animo, una volta raggiunta poi si scende, ma  quanto è bello questo tratto di crinale, quasi la fatica non si sente. Ora si che si va, si scende verso Capanna Tassoni a 1300 mt.  Mi siedo, mangio un pezzo di banana e guardo il cartello del rifugio (polenta e fiunghi) e mi ricordo di avere 40 euro nello zaino e ci metto 20 minuti per decidere se entrare  o proseguire ! la stanchezza e la fame sono tante ma…  si riparte, siamo trailer. Tanto per cambiare si sale, subito una strappo di 350 D+ fino a Croce Arcana (secondo punto di controllo) ora l’ultima dura vetta , il monte Spigolino ( 1830 mt.), che si sarebbe potuto aggirare ma due malandrini ci hanno obligati a salircela tutta , ho cercato di corromperli con i 40 euro risparmiati sulla polenta e funghi, ma non c’è stato nulla da fare e allora su. continuando per il sentiero zero- zero da dove si può godere il panorama,soprattutto ora che il sole fa capolino. Si scende fino al lago Scaffaiolo, giro del lago,  nuovo rifornimento di CocaCola e subito via in discesa verso il traguardo… arrivo.. ma come diceva un famoso allenatore “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, infatti dopo poco più di un km eccoti una storta malefica  in velocità, il dolore è forte ma l’esperienza mi dice di non fermarmi  né camminare , il dolore passerà… passerà, in effetti passa ma dovrò farmi tutta la bella discesa al rallentatore per non  rischiare un’altra storta. L’andare al rallentatore mi fa però notare angoli stupendi, altri alberi secolari in un bosco di faggi  veramente bello,un  altro strappetto e poi un tratto di piano (credevo  non esistessero più ) che ci porta al lago  Pratignano, un po’ a corto d’acqua (sta diventando una torbiera) dove vive anche una pianta carnivora (la drosera), Incrocio un gruppo di cavalli che sguazzano nell’acqua, ultimo controllo, ultimo ristoro e giù per gli ultimi 8/9 km, sto avanzando da ormai parecchi km non più con le gambe, ma solo con testa, cuore e  CocaCola. Finalmente si rientra in paese, lo faccio con l’amico di altre battaglie,il professor Marri . E a braccia alzate attraversiamo il maledetto e sognato  traguardo. Ora a mente fredda  posso dire: durissimo trail, ma da ripetere 10-100 volte incantevole, per un buon atleta è praticamente tutto corribile, per  noi tapascioni al 60% ma così ci si gusta meglio la natura intorno, un applauso per gli organizzatori, mai visto un percorso così ben segnalato,  non più di 20/30 mt. tra una bandierina el’altra , 120 volontari sul percorso, ristori da pascià, anche noi ultimi  trovavamo davanti torte fatte in casa,  frutta,  marmellate, e  tanta cocacola birra e vino, se nò che soccorso alpino era… Un consiglio per chi non ha mai cavalcato gli Appennini: sarà una autentica sorpresa incantevole, perciò nel 2013 non si può mancare, e in più ho saputo dagli  OTTIMI ORGANIZZATORI  SADICI, che il prossimo anno la 60 km sarà affiancata da una 30 km per chi vuole scoprire il nostro Appennino, ma senza farsi tutta la fantastica  spettacolare  ultratrail cima Tauffi-Fanano.
CENCI  MAURIZIO