domenica 9 settembre 2012

6 ore di buttrio ( la beneficenza è di casa )





Domenica ho partecipato alle sei ore ... per modo di dire 
infatti visto che da tre settimane avevo un tendine infiammato, non avrei dovuto parteciparvi.
MAAA... lo scopo benefico della gara a favore dei bambini, e il dovere incontrare altri amici tra qui l'organizzatore, giacomino e la denise, ha fatto si che andassi ugualmente e in compagnia di mia moglie, ha partecipato anche lei con la sua camminata veloce, (anche se stavolta non ha dato il massimo, se le presa comoda).
parto con la convinzione di fare circa un’ora prima che il tendine mi facesse abbandonare il campo di battaglia, invece somprendendomi un po’, arrivo fino a terza ora con il tendine che mi ha dato solo un leggero fastidio, e visto che e meglio non sfidare la sorte, decido di fermarmi finche sto ancora bene, tanto primo non ci arrivo 
un applauso agli organizzatori, perché senza tanta pubblicità ha messo in moto una gara bella, ben organizzata e il tutto con uno spirito goliardico di amicizia e dove si respira aria di festa e non aria di rivalità tra i concorrenti.
un applauso a giacomino arrivato 4 assoluto, e un applauso a Denise che si è fatta in 4....
prima a dare consigli, poi a scattare foto di sera, poi durante la notte oltre a scattare foto ha fatto anche una dozzina di km di corsa, per poi tornare al mattino a scattare foto e a fare altri giri del percorso (anche se un po’ in dormi veglia) cosi dopo che mi sono fermato ha dato a me la macchina fotografica per fare altre foto... (spero di essermela cavata... ho cercato di farne anche alcune con lo spirito goliardico assieme all'organizzatore).

Devo dire che buttrio e i suoi dintorni mi piace molto... la gara poi è una vera festa in amicizia tra i partecipanti, perciò... ci rivediamo il prossimo anno.

P.s... se non sto attento, alla fine mi batte perfino mia moglie... l'ho preceduta di soli 3 km

domenica 5 agosto 2012

CAMIGNADA ( 6 RIFUGI )




Dopo tanti anni e vista l'insistenza di amici per tornarla a fare, quest'anno nonostante la caviglia ancora non perfettamente in ordine dopo la cima tauffi, sono tornato a percorrere questo fantastico percorso, sicuramente uno dei più belli d'Europa.
Devo ammettere che tornare a fare questi sentieri sotto queste cime... ti emozioni sempre come la prima volta.
Purtroppo come temevo, poco prima della discesa finale, due storte malefiche hanno di nuovo messo ko la mia caviglia.. e ho dovuto terminarla arrancando... e il tempo finale è stato di quasi 1h.15 in più del previsto, ma lo spettacolo ne valeva la pena.

sabato 21 luglio 2012

TRAIL CIMA TAUFFI 60 KM



DA  RIPETERE   PER  ABBASSARE IL TEMPO...........

Di solito si dice” vado a farmi un ultratrail sulle Alpi”, stavolta invece ho avuto il piacere di farmi il mio primo ultratrail sulle mie montagne ,l’Appennino  tosco-emiliano  nella zona tra modena e bologna, gli Appennini che sono talmente vecchi che possono fare non da mamma ma da nonna alle più famose  cime alpine. Correre  su queste montagne limate nei millenni è come scoprire passo dopo passo pezzi di storia; partendo dal paese di Fanano a 630 mt. si punta verso la cima più alta, il Cimone, 2165 mt. dopo una partenza soft  nel sottobosco per  sentieri  ben tenuti, da dove sbirciando tra i rami si continua a vedere l’ alta cima che ti sorride,  si passa vicino a  vecchi casolari dove fanno dei  formaggi che rilasciano profumi  invitanti, ma non possiamo distrarci  e eccoci al lago della Ninfa, punto in cui si inizia con tre strappi in crescendo di durezza  la salita al Cimone,  dove si ha una visuale a 360 gradi su tutti gli Appennini e le vicine Alpi Apuane, e se il bel tempo ti assiste si possono vedere sia l’Adriatico che il mar Tirreno.  Ora si punta verso una delle zone più belle dell’Appennino,  Libro Aperto,e  ci accompagna un forte vento  rinfrescante che a ogni gola appare e scompare,  le gambe tremano ma si continua per raggiungere il primo punto di controllo passando per discese dove si puo correre  tenendo sempre gli occhi ben aperti,  incontrando  da prima distese di  mirtilli e tanti cespugli di lamponi,e pure rododentri,  per poi attraverso  le faggete  raggiungere  le cascate del Doccione,e vicino la verde conca dei  Taburri a 1230 mt.  Qui  ci si può rifocillare con ogni ben di Dio, e poi gambe in spalla, ci aspettano ancora tante salite… prossimo obiettivo monte Lancino, giro lo sguardo verso l’alto e vedo tante” formichine” che  corrono lassù in cima… ma come fanno ad essere già a 1700 mt.? Comunque lo si raggiunge con una salita quasi continua attraversando boschi dove vedo alcuni bellissimi alberi  secolari , e in una valletta qualche ruscelletto rifrescante( ma non defaticante). Comincio a pensare che gli organizzatori siano un po’ sadici, continuano a mandarci su e giù,così mi devo ributtare di nuovo verso i  1400 mt. della Pilaccia e una volta uscito dal bosco mi ritrovo su un dirupo da dove si vede gran parte del crinale, una vallata a forma di ferro di cavallo dove sulla punta dall’altro lato si vede la famosa Cima  Tauffi…  1800 mt. Uffa! ma il crinale è tutto su e giù, giù e su … ok animo, una volta raggiunta poi si scende, ma  quanto è bello questo tratto di crinale, quasi la fatica non si sente. Ora si che si va, si scende verso Capanna Tassoni a 1300 mt.  Mi siedo, mangio un pezzo di banana e guardo il cartello del rifugio (polenta e fiunghi) e mi ricordo di avere 40 euro nello zaino e ci metto 20 minuti per decidere se entrare  o proseguire ! la stanchezza e la fame sono tante ma…  si riparte, siamo trailer. Tanto per cambiare si sale, subito una strappo di 350 D+ fino a Croce Arcana (secondo punto di controllo) ora l’ultima dura vetta , il monte Spigolino ( 1830 mt.), che si sarebbe potuto aggirare ma due malandrini ci hanno obligati a salircela tutta , ho cercato di corromperli con i 40 euro risparmiati sulla polenta e funghi, ma non c’è stato nulla da fare e allora su. continuando per il sentiero zero- zero da dove si può godere il panorama,soprattutto ora che il sole fa capolino. Si scende fino al lago Scaffaiolo, giro del lago,  nuovo rifornimento di CocaCola e subito via in discesa verso il traguardo… arrivo.. ma come diceva un famoso allenatore “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”, infatti dopo poco più di un km eccoti una storta malefica  in velocità, il dolore è forte ma l’esperienza mi dice di non fermarmi  né camminare , il dolore passerà… passerà, in effetti passa ma dovrò farmi tutta la bella discesa al rallentatore per non  rischiare un’altra storta. L’andare al rallentatore mi fa però notare angoli stupendi, altri alberi secolari in un bosco di faggi  veramente bello,un  altro strappetto e poi un tratto di piano (credevo  non esistessero più ) che ci porta al lago  Pratignano, un po’ a corto d’acqua (sta diventando una torbiera) dove vive anche una pianta carnivora (la drosera), Incrocio un gruppo di cavalli che sguazzano nell’acqua, ultimo controllo, ultimo ristoro e giù per gli ultimi 8/9 km, sto avanzando da ormai parecchi km non più con le gambe, ma solo con testa, cuore e  CocaCola. Finalmente si rientra in paese, lo faccio con l’amico di altre battaglie,il professor Marri . E a braccia alzate attraversiamo il maledetto e sognato  traguardo. Ora a mente fredda  posso dire: durissimo trail, ma da ripetere 10-100 volte incantevole, per un buon atleta è praticamente tutto corribile, per  noi tapascioni al 60% ma così ci si gusta meglio la natura intorno, un applauso per gli organizzatori, mai visto un percorso così ben segnalato,  non più di 20/30 mt. tra una bandierina el’altra , 120 volontari sul percorso, ristori da pascià, anche noi ultimi  trovavamo davanti torte fatte in casa,  frutta,  marmellate, e  tanta cocacola birra e vino, se nò che soccorso alpino era… Un consiglio per chi non ha mai cavalcato gli Appennini: sarà una autentica sorpresa incantevole, perciò nel 2013 non si può mancare, e in più ho saputo dagli  OTTIMI ORGANIZZATORI  SADICI, che il prossimo anno la 60 km sarà affiancata da una 30 km per chi vuole scoprire il nostro Appennino, ma senza farsi tutta la fantastica  spettacolare  ultratrail cima Tauffi-Fanano.
CENCI  MAURIZIO

lunedì 4 giugno 2012

valdorcia 5 tappe 2012



per il quarto anno di fila portata a termine la bellissima corsa a tappe della valdorcia (toscana)
come negli altri anni tappe belle e non aversari ma amici...
e sempre bello correre in zone stupende come queste e poterlo fare con aversari leali,
come sempre la consiglio a tutti.
5 tappe :
classifica :  30 assoluto -  7 di categoria -  finita in 3h.02'39''













domenica 20 maggio 2012

maratona e mezza - Trieste 2012


ANCHE  QUESTA  VOLTA  LASCIO  RACCONTARE  LA  NOSTRA  TRASFERTA  ALLA AMICA ANNAROSA....





 Grazie Maurizio! Come il solito hai organizzato una gita in modo egregio!

I pregi della gita sono tanti: la meta, Trieste, una città dal fascino mitteleuropeo, elegante e marina; l’organizzazione, albergo bello e spazioso, vicinissimo al centro. Che emozione vederlo a un km circa prima dell’arrivo, ho pensato: “ok, è fatta, siamo a casa, resisti solo un altro po’!”. L’elenco delle bellezze continua: pasti, percorso, la gita si è conclusa con un’emozionante fermata a Redipuglia, con relativo silenzio suonato dai Carabinieri che ha riecheggiato nel suggestivo sito monumentale. Il tempo meteorologico, Micio (al secolo Maurizio Cenci) è riuscito a prenotare un caldo sole estivo per il sabato e una bella giornata (per i podisti) di nuvolo per il giorno della gara.
Ma procediamo con ordine, scusate,sto ancora sognando!
Primo giorno di gita, sabato, si utilizza per la visita a Trieste, a parte il lungomare, ci fosse un metro di pari! Abbiamo visitato i monumenti principe, naturalmente i più antichi dopo il Teatro Romano si trovano al colle di San Giusto, quindi salita e scalini. Alla sera le gambe sono già fiacche ancora prima di cena. Ma avanti! Doccia rinfrescante e rigenerante, poi cena (a base di pesce!) poi giro al Villaggio Bavesela ricco e vario. Trieste ha creduto molto in questo evento e ha giustamente investito molto. Il programma dell’evento prevedeva svariati giorni con tantissime iniziative che spaziavano in vari campi diversi che comprendono musica, incontri, tanto sport ma non solo fine a se stesso, si è tenuta per esempio una staffetta in memoria del terremoto del maggio del 1976 che ha devastato un’area vasta della Regione provocando molti lutti.
Il sabato finisce con i fuochi artificiali lanciati dal Molo Audace alle ore 23. Poi tutti a nanna! A parte l’infaticabile Attilio Acito con moglie e amici!
Domenica mattina per gli atleti è arrivato il momento clou. Nella corriera di una cinquantina di partecipanti abbiamo un solo maratoneta, Stefano Gavioli, che parte all’alba.
Gli altri podisti partecipano alla 17^ Maratonina dei Due Castelli con partenza in autobus nella piazza davanti all’Albergo alle 8. Direzione: Duino. Giro panoramico nel territorio carsico (centri al confine con la Slovenia con cartelli quasi tutti bilingui, ma alcuni solo in sloveno). Dopo 40 minuti di autobus in piedi arriviamo a destinazione, lì pioviggina, io naturalmente da podista per caso, non ancora navigata, sono impreparata, sono poco vestita, ho freddo, ci mettiamo vicino al muro di un edificio dove il freddo e la pioggia si sentono meno. Alle 10.15 scatta il via per i 2070 partecipanti, l’avventura inizia. Il riscaldamento non è stato troppo lungo e io patisco già le salite iniziali, mi sento fiacca, dopo i primi 4 km per lo più in salita, inizia la discesa, il mio forte! Procediamo insieme io, mio marito (al secolo Gaetano Perricone) e l’immancabile (per me quando faccio buone prestazioni) Claudio Rossetto, Giovanni Ferrari è con noi all’inizio, poi lo perdiamo, ma negli ultimi km ci raggiunge di nuovo. Andiamo senza strafare, forse solo in qualche punto in discesa esageriamo un po’, stiamo bene, non piove, non è caldo, il paesaggio e la vista sul Golfo infondono energia. Poi raggiungiamo il piano, è bello perché qui ci ricongiungiamo con il concomitante evento della gara di 10 km, è pienissimo di gente di tutte le età che è proprio gioioso vedere. Tanti ci incitano e ci fanno coraggio. Però purtroppo le forze mi vengono meno. Claudio capisce subito il momento di crisi e mi incoraggia: “Forza, se continuiamo così riusciamo a fare un bel tempo”. Grazie Claudio, mi ha infuso tanto coraggio e riesco a spingere un altro po’. Poi mi sento distrutta, allora mangio qualcosa e mi sento un po’ meglio, IO, le mie gambe però non recuperano. Mi trascino un po’. In teoria nella carta manca poco (3 km) ma mi sembrano un’eternità, provo a tener duro. Poi finalmente l’albergo, da qui mi sento a casa, so a memoria il percorso, mi sembra di riprendermi, l’ultima curva (mancano 100 metri) tento di volare anche se i tronchi non rispondono al 100%. Fatta! Record! 1:33:41, real time 1:33:30, ma non sono quella manciata di secondi che contano! Mi sono migliorata di 2 minuti, grazie Gae, grazie Claudio, grazie Giovanni! Grazie ai nostri accompagnatori per il loro caloroso tifo nell’ultimo km! Grazie stupenda e affollatissima piazza dell’Unità d’Italia! Che cornice emozionante per l’arrivo! Sono stanca ma felice! Ho le gambe in pezzi! La bellissima medaglia che ci consegnano mi fa già dimenticare la stanchezza!
Ci cambiamo, la maglietta era sudatissima! Andiamo a vedere se incontriamo qualche nostro compagno di avventura! Incontriamo subito Emilio Zara, il primo classificato del nostro gruppo 1:27:11, che è in pensiero per il genero Christofer D’Elia, un ragazzo di 16 anni che stiamo provando a strappare al calcio, fuori classifica perché lo abbiamo convinto il giorno prima a fare la gara. Nonostante le scarpe da calcetto ci ha messo 1:40, una promessa!
Un po’ prima era passato Domenico Coppola, 1:36:37 ma noi eravamo in zona ritiro borse!
Un po’ dopo arriva il sopravvissuto Attilio Acito con le sue 15 viti sulla gamba (non so come abbia fatto!), meno di dieci minuti dopo è la volta della moglie Marianna Cavallo giunta sorridente e rilassata al traguardo! Poi giungono Simona Malavasi che abbatte di gran lunga il muro delle 2 ore (tempo 1:58:50), col suo (e mio) coach Micio. Seguono una brava e costante Cristiana Banchieri, un grande Romano Merighi (MM70) e una stoica Lorella Battilani (non vi svelo quanto pochi globuli rossi circolassero dentro di lei quel giorno).
Alcuni di noi vanno al pasta party, ben organizzato, c’è una buona pasta che divoriamo con appetito. Stefano il maratoneta ne prende un piatto abbondante, Gae fa il bis.
Dopo la doccia rigenerante partiamo per Redipuglia dove pranzeremo o ri-pranzeremo! Insalata di riso, formaggi, salumi, insalata mista, uova, olive, cipolline, patatine, vino, dolci, acqua e addirittura Coca-Cola, senza quella Micio non parte. Poi ci sgranchiamo le gambe al monumento con i 30.000 militi ignoti, prima di rientrare.
Scopro nel viaggio di ritorno di essere la prima della mia categoria. Le premiazioni si terranno entro fine maggio nello stupendo Savoia Excelsior Palace Hotel in riva al mare, dall’architettura dal carattere tedesco, costruito a inizio novecento e riaperto dopo un restauro nel 2009. Trieste, a presto!

Annarosa Mongera

lunedì 2 aprile 2012

Capraia Wild Trail 01.04.2012

UNA GARA PER CHI AMA CORRERE NELLA NATURA RIMASTA SELVATICA...



Che bella avventura….Si proprio cosi, una bella avventura, tre giorni fantastici vissuti su di un’isola che a conti fatti sembrava ti avesse riportato indietro nel tempo.

Tre giorni su l’isola di Capraia dove un piccolo porticciolo e l’unico paesino a soli 500metri dal porto ci hanno accolti a braccia aperte con tanta simpatie e cortesia, il resto dell’ isola..! tanta natura ( per fortuna ) lasciata intatta…

Ho detto accolti perché per l’evento di questa gara TRAIL siamo partiti da Modena in 15, di cui 10 che prendono parte alla gara mentre 5 faranno il tifo, e per non farci mancare nulla tra questi tifosi ci siamo portati anche la fotografa ufficiale, la ormai famosa TEIDA.

Aiutati anche da tre giorni di sole splendente, dal primo momento tutti ci siamo innamorati di quei luoghi che fino a un po’di anni fa erano praticamente vietati ai turisti per colpa del famoso carcere che blindava l’isola.

Il primo giorno ci siamo dedicati a ispezionare una parte del tracciato ( io senza volere ho fatto l’unico tratto facile)

Il secondo giorno in nove abbiamo voluto fare il giro completo della costa in barca, scoprendo un’ isola vulcanica con rocce dalle svariate sfumature, fiori, cespugli, e un mare con i suoi riflessi verdi blu azzurri e i fondali dai colori oro argento bronzo dalle mille sfumature, le sue grotte i suoi scogli e le varie torri avvistamento e il castello (in restauro) per la gioia degli occhi.

Ma siamo qui per la gara e che gara sia…

Domenica mattina alle ore 9 si parte dal porto e dopo soli 300 metri subito si sale, tre rampe micidiali dell’antica strada romana tutta in sasso che i più direbbero “che fatica correrci sopra”, invece sarà uno dei tratti più facili del percorso, segue un zigzag per il paesino che sovrasta il porto con i pochi abitanti dell’isola e poi via verso l’avventura…

Praticamente da questo momento in poi sarà un immergersi sempre più in una natura incontaminata correndo su di un sentiero praticamente inesistente, ma inventato dai pochissimi turisti o isolani che si avventurano nel suo interno. Un sentiero stretto fatto di sassi di tutte le grandezze possibili dalla noce al barile, circondato da tantissimi cespugli, rovi, fiori, radici, chi più ne ha ne metta che a volte ti impediscono perfino di vedere dove metti i piedi. Ma le meraviglie sono tante, i paesaggi cosi belli che non ti accorgi nemmeno che ti graffi le gambe e che a volte cadi e ti rialzi senza battere ciglio, la voglia di andare avanti è più che mai nel tuo cuore. Ecco la salita più dura, poco più di un km col fiato corto e le gambe che invece di salire sembrano tornino indietro, mentre sali ti senti osservato, non dagli altri concorrenti che come te stringono i denti per salire e sgranano gli occhi sul paesaggio, ma dai mufloni che ci sbirciavano, e da centinaia di gabbiani che si gongolavano nei loro nidi per covare le uova, e da molti altri che svolazzavano su di noi come avvoltoi per vedere se questi strani bipedi senza ali riuscivano a raggiungere la cima.

Tutti raggiungeremo la cima, ma ci accorgiamo ben presto che le cime da passare saranno tre e con salite e discese sempre più ruspanti e sempre più selvatiche, sempre più dure da correre, anche se “correre” è proprio una cosa per pochi. Prima della discesa finale passiamo accanto allo Stagnone,un bellissimo laghetto di acqua dolce, che credo sia l’unica fonte di ristoro per i molteplici animali selvatici dell’isola.

Finalmente mi getto verso gli ultimi km, gli unici che avevo già fatto nei giorni prima, e che ero sicuro di correre velocemente…invece ecco l’imprevisto che non mi aspetto, dopo tanti sassi rocce radici e cespugli, nell’unico punto del sentiero liscio, mi becco una storta malefica, e poi poco dopo un’altra e non ripeto ciò che ho urlato… ma non mi fermo e trotterello piano fino al traguardo dove mi aspettano, oltre ai miei compagni già arrivati e i vari spettatori, i due organizzatori Simone e Cristina, che non hanno lasciato nulla al caso, compreso fare il loro tifo sfrenato fino sotto lo striscione.

Mai come in questo caso si deve fare un doppio applauso agli organizzatori, che ci avevano avvisati che ci voleva tanta acqua, che dovevamo tenere gli occhi aperti e che sarebbe stata dura, che ci avevano avvisati che le discese erano pericolose, non mandandoci allo sbaraglio, hanno messo in piedi una nuova gara che non assomiglia a nessun altro trail, in soli 21 km sono riusciti a mettere assieme una gara in autosufficienza alimentare, un percorso veramente tosto dal punto della corribilità, e una natura incontaminata e selvaggia allo stato puro, dite che esagero…! Il prossimo anno provatela e poi verrò a leggere i vostri commenti.

In cento come semplici marinai nel 2012 siamo sbarcati per conquistare la Capraia Wild Trail… Ma sicuramente vorranno esserci in molti di più nel 2013, pronti ad assaltare l’isola come agguerriti pirati, per conquistare questo tesoro incantevole d’isola.

P.S. hanno preso parte alla gara in ordine d’arrivo :

Emilio Zara – Gabriele la Barbera – Annarosa Mongera – Domenico Coppola – Gaetano Perricone –

Ettore Gozzi – Maurizio Cenci – Tatiana Paladi – Fabrizio Lobina – Battilani Lorella .

Un applauso a EMILIO nono assoluto e premiato come primo della categoria veterani,

e uno ad ANNAROSA premiata come quarta assoluta tra le donne.

Per il tifo erano presenti:

Maurizio la Barbera – Teida Seghedoni - Franco Cenci – Ezia Maini – Mazzoli Luisella.

CENCI MAURIZIO

lunedì 12 marzo 2012

10-11 MARZO DOPPIO APPUNTAMENTO


IL PRIMO APPUNTAMENTO...
SABATO 10 MARZO A MESTRE (VE) Ultramarathon Festival Venice



monica carlin campionessa del mondo 100 km...........ivan cudin campione del mondo 24/48 ore

Dopo mesi e mesi che non correvo più di 1 h,30 avevo deciso di correre almeno tre ore per cominciare a mettere qualche km in più sulle gambe, perciò come il mio solito invece che andare a correre tre ore in solitario, cerco una gara e mi ci butto dentro senza obiettivi e senza preoccuparsi di finirla ma solo di correre tre ore.

Trovata questa gara, mi iscrivo alle sei ore sapendo che mi sarei fermato a meta poiché dovevo fare solo un allenamento…

Trovo tanti amici che la faranno tutta, partiamo e il percorso e molto bello un circuito di 4200 metri, da ripetere più volte possibile, scelgo un ritmo adeguato al mio stato di forma, intorno hai 4,50 e vado via liscio come l’olio doppiando pian piano i miei amici che m’incitano (ma loro devono farla tutta la gara), poiché dopo tre ore stavo bene, decido di proseguire per fare almeno la distanza della maratona che raggiungo dopo 3 h, 24 minuti…e mi fermo.

Molti dei miei amici mi cominciano a gridare che devo continuare visto che sto bene e le gambe girano ancora al ritmo iniziale, ma non cedo hai loro incitamenti, proprio perché le gambe stanno bene, io anche, il fiato è ok… perché mi devo distruggere, meglio finire qui il mio allenamento.


SECONDO APPUNTAMENTO...

DOMENICA 11 MARZO PIEVE DI CENTO "MEZZA MARATONA DELLE 4 PORTE"


Tornato da Mestre, mi frulla in testa una strana voglia, accompagnare il giorno dopo il mio amico Gaetano in questa gara, detto fatto una telefonata e sono iscritto.Il giorno dopo mi convinco, visto che il giorno prima ho fatto una maratona e per giunta senza allenamenti, e meglio partire piano e non esagerare, obiettivo finirla in 1h,45…Si parte e subito mi trovo a seguire una giovane promessa modenese e un amico e poco dopo mi accorgo che sono troppo veloce, ma mi sento bene e continuo. Decimo km dico all’amico che rallento non vorrei che le gambe poi mi presentino il conto, e cosi faccio, ma….A 4 km dalla fine, ritorno al ritmo iniziale accelero, accelero raggiungo l’amico e lo sprono ad attaccarsi e ad accelerare, ma è in difficoltà, allora mi lancio verso il traguardo da solo….Finisco in progressione con il tempo netto di 1h,34… e mi prendo del matto dall’amico Gaetano, non dico nulla perché dentro di me so che ha ragione… ma le gambe giravano e la mia competitiva non mi ha trattenuto.