lunedì 4 giugno 2012

valdorcia 5 tappe 2012



per il quarto anno di fila portata a termine la bellissima corsa a tappe della valdorcia (toscana)
come negli altri anni tappe belle e non aversari ma amici...
e sempre bello correre in zone stupende come queste e poterlo fare con aversari leali,
come sempre la consiglio a tutti.
5 tappe :
classifica :  30 assoluto -  7 di categoria -  finita in 3h.02'39''













domenica 20 maggio 2012

maratona e mezza - Trieste 2012


ANCHE  QUESTA  VOLTA  LASCIO  RACCONTARE  LA  NOSTRA  TRASFERTA  ALLA AMICA ANNAROSA....





 Grazie Maurizio! Come il solito hai organizzato una gita in modo egregio!

I pregi della gita sono tanti: la meta, Trieste, una città dal fascino mitteleuropeo, elegante e marina; l’organizzazione, albergo bello e spazioso, vicinissimo al centro. Che emozione vederlo a un km circa prima dell’arrivo, ho pensato: “ok, è fatta, siamo a casa, resisti solo un altro po’!”. L’elenco delle bellezze continua: pasti, percorso, la gita si è conclusa con un’emozionante fermata a Redipuglia, con relativo silenzio suonato dai Carabinieri che ha riecheggiato nel suggestivo sito monumentale. Il tempo meteorologico, Micio (al secolo Maurizio Cenci) è riuscito a prenotare un caldo sole estivo per il sabato e una bella giornata (per i podisti) di nuvolo per il giorno della gara.
Ma procediamo con ordine, scusate,sto ancora sognando!
Primo giorno di gita, sabato, si utilizza per la visita a Trieste, a parte il lungomare, ci fosse un metro di pari! Abbiamo visitato i monumenti principe, naturalmente i più antichi dopo il Teatro Romano si trovano al colle di San Giusto, quindi salita e scalini. Alla sera le gambe sono già fiacche ancora prima di cena. Ma avanti! Doccia rinfrescante e rigenerante, poi cena (a base di pesce!) poi giro al Villaggio Bavesela ricco e vario. Trieste ha creduto molto in questo evento e ha giustamente investito molto. Il programma dell’evento prevedeva svariati giorni con tantissime iniziative che spaziavano in vari campi diversi che comprendono musica, incontri, tanto sport ma non solo fine a se stesso, si è tenuta per esempio una staffetta in memoria del terremoto del maggio del 1976 che ha devastato un’area vasta della Regione provocando molti lutti.
Il sabato finisce con i fuochi artificiali lanciati dal Molo Audace alle ore 23. Poi tutti a nanna! A parte l’infaticabile Attilio Acito con moglie e amici!
Domenica mattina per gli atleti è arrivato il momento clou. Nella corriera di una cinquantina di partecipanti abbiamo un solo maratoneta, Stefano Gavioli, che parte all’alba.
Gli altri podisti partecipano alla 17^ Maratonina dei Due Castelli con partenza in autobus nella piazza davanti all’Albergo alle 8. Direzione: Duino. Giro panoramico nel territorio carsico (centri al confine con la Slovenia con cartelli quasi tutti bilingui, ma alcuni solo in sloveno). Dopo 40 minuti di autobus in piedi arriviamo a destinazione, lì pioviggina, io naturalmente da podista per caso, non ancora navigata, sono impreparata, sono poco vestita, ho freddo, ci mettiamo vicino al muro di un edificio dove il freddo e la pioggia si sentono meno. Alle 10.15 scatta il via per i 2070 partecipanti, l’avventura inizia. Il riscaldamento non è stato troppo lungo e io patisco già le salite iniziali, mi sento fiacca, dopo i primi 4 km per lo più in salita, inizia la discesa, il mio forte! Procediamo insieme io, mio marito (al secolo Gaetano Perricone) e l’immancabile (per me quando faccio buone prestazioni) Claudio Rossetto, Giovanni Ferrari è con noi all’inizio, poi lo perdiamo, ma negli ultimi km ci raggiunge di nuovo. Andiamo senza strafare, forse solo in qualche punto in discesa esageriamo un po’, stiamo bene, non piove, non è caldo, il paesaggio e la vista sul Golfo infondono energia. Poi raggiungiamo il piano, è bello perché qui ci ricongiungiamo con il concomitante evento della gara di 10 km, è pienissimo di gente di tutte le età che è proprio gioioso vedere. Tanti ci incitano e ci fanno coraggio. Però purtroppo le forze mi vengono meno. Claudio capisce subito il momento di crisi e mi incoraggia: “Forza, se continuiamo così riusciamo a fare un bel tempo”. Grazie Claudio, mi ha infuso tanto coraggio e riesco a spingere un altro po’. Poi mi sento distrutta, allora mangio qualcosa e mi sento un po’ meglio, IO, le mie gambe però non recuperano. Mi trascino un po’. In teoria nella carta manca poco (3 km) ma mi sembrano un’eternità, provo a tener duro. Poi finalmente l’albergo, da qui mi sento a casa, so a memoria il percorso, mi sembra di riprendermi, l’ultima curva (mancano 100 metri) tento di volare anche se i tronchi non rispondono al 100%. Fatta! Record! 1:33:41, real time 1:33:30, ma non sono quella manciata di secondi che contano! Mi sono migliorata di 2 minuti, grazie Gae, grazie Claudio, grazie Giovanni! Grazie ai nostri accompagnatori per il loro caloroso tifo nell’ultimo km! Grazie stupenda e affollatissima piazza dell’Unità d’Italia! Che cornice emozionante per l’arrivo! Sono stanca ma felice! Ho le gambe in pezzi! La bellissima medaglia che ci consegnano mi fa già dimenticare la stanchezza!
Ci cambiamo, la maglietta era sudatissima! Andiamo a vedere se incontriamo qualche nostro compagno di avventura! Incontriamo subito Emilio Zara, il primo classificato del nostro gruppo 1:27:11, che è in pensiero per il genero Christofer D’Elia, un ragazzo di 16 anni che stiamo provando a strappare al calcio, fuori classifica perché lo abbiamo convinto il giorno prima a fare la gara. Nonostante le scarpe da calcetto ci ha messo 1:40, una promessa!
Un po’ prima era passato Domenico Coppola, 1:36:37 ma noi eravamo in zona ritiro borse!
Un po’ dopo arriva il sopravvissuto Attilio Acito con le sue 15 viti sulla gamba (non so come abbia fatto!), meno di dieci minuti dopo è la volta della moglie Marianna Cavallo giunta sorridente e rilassata al traguardo! Poi giungono Simona Malavasi che abbatte di gran lunga il muro delle 2 ore (tempo 1:58:50), col suo (e mio) coach Micio. Seguono una brava e costante Cristiana Banchieri, un grande Romano Merighi (MM70) e una stoica Lorella Battilani (non vi svelo quanto pochi globuli rossi circolassero dentro di lei quel giorno).
Alcuni di noi vanno al pasta party, ben organizzato, c’è una buona pasta che divoriamo con appetito. Stefano il maratoneta ne prende un piatto abbondante, Gae fa il bis.
Dopo la doccia rigenerante partiamo per Redipuglia dove pranzeremo o ri-pranzeremo! Insalata di riso, formaggi, salumi, insalata mista, uova, olive, cipolline, patatine, vino, dolci, acqua e addirittura Coca-Cola, senza quella Micio non parte. Poi ci sgranchiamo le gambe al monumento con i 30.000 militi ignoti, prima di rientrare.
Scopro nel viaggio di ritorno di essere la prima della mia categoria. Le premiazioni si terranno entro fine maggio nello stupendo Savoia Excelsior Palace Hotel in riva al mare, dall’architettura dal carattere tedesco, costruito a inizio novecento e riaperto dopo un restauro nel 2009. Trieste, a presto!

Annarosa Mongera

lunedì 2 aprile 2012

Capraia Wild Trail 01.04.2012

UNA GARA PER CHI AMA CORRERE NELLA NATURA RIMASTA SELVATICA...



Che bella avventura….Si proprio cosi, una bella avventura, tre giorni fantastici vissuti su di un’isola che a conti fatti sembrava ti avesse riportato indietro nel tempo.

Tre giorni su l’isola di Capraia dove un piccolo porticciolo e l’unico paesino a soli 500metri dal porto ci hanno accolti a braccia aperte con tanta simpatie e cortesia, il resto dell’ isola..! tanta natura ( per fortuna ) lasciata intatta…

Ho detto accolti perché per l’evento di questa gara TRAIL siamo partiti da Modena in 15, di cui 10 che prendono parte alla gara mentre 5 faranno il tifo, e per non farci mancare nulla tra questi tifosi ci siamo portati anche la fotografa ufficiale, la ormai famosa TEIDA.

Aiutati anche da tre giorni di sole splendente, dal primo momento tutti ci siamo innamorati di quei luoghi che fino a un po’di anni fa erano praticamente vietati ai turisti per colpa del famoso carcere che blindava l’isola.

Il primo giorno ci siamo dedicati a ispezionare una parte del tracciato ( io senza volere ho fatto l’unico tratto facile)

Il secondo giorno in nove abbiamo voluto fare il giro completo della costa in barca, scoprendo un’ isola vulcanica con rocce dalle svariate sfumature, fiori, cespugli, e un mare con i suoi riflessi verdi blu azzurri e i fondali dai colori oro argento bronzo dalle mille sfumature, le sue grotte i suoi scogli e le varie torri avvistamento e il castello (in restauro) per la gioia degli occhi.

Ma siamo qui per la gara e che gara sia…

Domenica mattina alle ore 9 si parte dal porto e dopo soli 300 metri subito si sale, tre rampe micidiali dell’antica strada romana tutta in sasso che i più direbbero “che fatica correrci sopra”, invece sarà uno dei tratti più facili del percorso, segue un zigzag per il paesino che sovrasta il porto con i pochi abitanti dell’isola e poi via verso l’avventura…

Praticamente da questo momento in poi sarà un immergersi sempre più in una natura incontaminata correndo su di un sentiero praticamente inesistente, ma inventato dai pochissimi turisti o isolani che si avventurano nel suo interno. Un sentiero stretto fatto di sassi di tutte le grandezze possibili dalla noce al barile, circondato da tantissimi cespugli, rovi, fiori, radici, chi più ne ha ne metta che a volte ti impediscono perfino di vedere dove metti i piedi. Ma le meraviglie sono tante, i paesaggi cosi belli che non ti accorgi nemmeno che ti graffi le gambe e che a volte cadi e ti rialzi senza battere ciglio, la voglia di andare avanti è più che mai nel tuo cuore. Ecco la salita più dura, poco più di un km col fiato corto e le gambe che invece di salire sembrano tornino indietro, mentre sali ti senti osservato, non dagli altri concorrenti che come te stringono i denti per salire e sgranano gli occhi sul paesaggio, ma dai mufloni che ci sbirciavano, e da centinaia di gabbiani che si gongolavano nei loro nidi per covare le uova, e da molti altri che svolazzavano su di noi come avvoltoi per vedere se questi strani bipedi senza ali riuscivano a raggiungere la cima.

Tutti raggiungeremo la cima, ma ci accorgiamo ben presto che le cime da passare saranno tre e con salite e discese sempre più ruspanti e sempre più selvatiche, sempre più dure da correre, anche se “correre” è proprio una cosa per pochi. Prima della discesa finale passiamo accanto allo Stagnone,un bellissimo laghetto di acqua dolce, che credo sia l’unica fonte di ristoro per i molteplici animali selvatici dell’isola.

Finalmente mi getto verso gli ultimi km, gli unici che avevo già fatto nei giorni prima, e che ero sicuro di correre velocemente…invece ecco l’imprevisto che non mi aspetto, dopo tanti sassi rocce radici e cespugli, nell’unico punto del sentiero liscio, mi becco una storta malefica, e poi poco dopo un’altra e non ripeto ciò che ho urlato… ma non mi fermo e trotterello piano fino al traguardo dove mi aspettano, oltre ai miei compagni già arrivati e i vari spettatori, i due organizzatori Simone e Cristina, che non hanno lasciato nulla al caso, compreso fare il loro tifo sfrenato fino sotto lo striscione.

Mai come in questo caso si deve fare un doppio applauso agli organizzatori, che ci avevano avvisati che ci voleva tanta acqua, che dovevamo tenere gli occhi aperti e che sarebbe stata dura, che ci avevano avvisati che le discese erano pericolose, non mandandoci allo sbaraglio, hanno messo in piedi una nuova gara che non assomiglia a nessun altro trail, in soli 21 km sono riusciti a mettere assieme una gara in autosufficienza alimentare, un percorso veramente tosto dal punto della corribilità, e una natura incontaminata e selvaggia allo stato puro, dite che esagero…! Il prossimo anno provatela e poi verrò a leggere i vostri commenti.

In cento come semplici marinai nel 2012 siamo sbarcati per conquistare la Capraia Wild Trail… Ma sicuramente vorranno esserci in molti di più nel 2013, pronti ad assaltare l’isola come agguerriti pirati, per conquistare questo tesoro incantevole d’isola.

P.S. hanno preso parte alla gara in ordine d’arrivo :

Emilio Zara – Gabriele la Barbera – Annarosa Mongera – Domenico Coppola – Gaetano Perricone –

Ettore Gozzi – Maurizio Cenci – Tatiana Paladi – Fabrizio Lobina – Battilani Lorella .

Un applauso a EMILIO nono assoluto e premiato come primo della categoria veterani,

e uno ad ANNAROSA premiata come quarta assoluta tra le donne.

Per il tifo erano presenti:

Maurizio la Barbera – Teida Seghedoni - Franco Cenci – Ezia Maini – Mazzoli Luisella.

CENCI MAURIZIO

lunedì 12 marzo 2012

10-11 MARZO DOPPIO APPUNTAMENTO


IL PRIMO APPUNTAMENTO...
SABATO 10 MARZO A MESTRE (VE) Ultramarathon Festival Venice



monica carlin campionessa del mondo 100 km...........ivan cudin campione del mondo 24/48 ore

Dopo mesi e mesi che non correvo più di 1 h,30 avevo deciso di correre almeno tre ore per cominciare a mettere qualche km in più sulle gambe, perciò come il mio solito invece che andare a correre tre ore in solitario, cerco una gara e mi ci butto dentro senza obiettivi e senza preoccuparsi di finirla ma solo di correre tre ore.

Trovata questa gara, mi iscrivo alle sei ore sapendo che mi sarei fermato a meta poiché dovevo fare solo un allenamento…

Trovo tanti amici che la faranno tutta, partiamo e il percorso e molto bello un circuito di 4200 metri, da ripetere più volte possibile, scelgo un ritmo adeguato al mio stato di forma, intorno hai 4,50 e vado via liscio come l’olio doppiando pian piano i miei amici che m’incitano (ma loro devono farla tutta la gara), poiché dopo tre ore stavo bene, decido di proseguire per fare almeno la distanza della maratona che raggiungo dopo 3 h, 24 minuti…e mi fermo.

Molti dei miei amici mi cominciano a gridare che devo continuare visto che sto bene e le gambe girano ancora al ritmo iniziale, ma non cedo hai loro incitamenti, proprio perché le gambe stanno bene, io anche, il fiato è ok… perché mi devo distruggere, meglio finire qui il mio allenamento.


SECONDO APPUNTAMENTO...

DOMENICA 11 MARZO PIEVE DI CENTO "MEZZA MARATONA DELLE 4 PORTE"


Tornato da Mestre, mi frulla in testa una strana voglia, accompagnare il giorno dopo il mio amico Gaetano in questa gara, detto fatto una telefonata e sono iscritto.Il giorno dopo mi convinco, visto che il giorno prima ho fatto una maratona e per giunta senza allenamenti, e meglio partire piano e non esagerare, obiettivo finirla in 1h,45…Si parte e subito mi trovo a seguire una giovane promessa modenese e un amico e poco dopo mi accorgo che sono troppo veloce, ma mi sento bene e continuo. Decimo km dico all’amico che rallento non vorrei che le gambe poi mi presentino il conto, e cosi faccio, ma….A 4 km dalla fine, ritorno al ritmo iniziale accelero, accelero raggiungo l’amico e lo sprono ad attaccarsi e ad accelerare, ma è in difficoltà, allora mi lancio verso il traguardo da solo….Finisco in progressione con il tempo netto di 1h,34… e mi prendo del matto dall’amico Gaetano, non dico nulla perché dentro di me so che ha ragione… ma le gambe giravano e la mia competitiva non mi ha trattenuto.


lunedì 16 gennaio 2012

15-01-12 Maratonina d’inverno di San Bartolomeo (FE)

PER UNA VOLTA NON HO VOLUTO FARE IO LA RECENSIONE DELLA GARA

QUESTA E ANNAROSA L'AUTRICE DI QUESTO RACCONTO...










Esperienza bellissima!

Ho finito la mezza in 1.35.31, ho corso a una media di 4.31! E allora? Direte in molti! Per me è record! Non record e basta! Ho corso a una media con cui corro distanze molto più brevi e con fatica. E’ stata una gara bellissima e conclusa nei migliori dei modi.
Mi sono emozionata molto e ho camminato a mezz’aria per giorni, guardo le foto e quasi mi commuovo.
Partiamo dal principio: mi alleno due volte alla settimana:
- martedì al Parco Ferrari di Modena col mitico coach Maurizio Cenci in arte Micio o Micetto, l’allenamento è sempre a un buon livello , Micio ha tanta pazienza e mi allena con passione e dedizione da un bel po’ di tempo (da buon coach si scrive tutto quindi per i particolari bisogna far riferimento a lui), io mi limito a seguirlo a volte con molto sforzo a volte un po’ più sciolta.
- giovedì corro da sola intorno casa, allenamento è decisamente una parola grossa. Giro in mezzo alle case attraversando parecchie volte la strada, per percorrere un otto di poco più di un km.
Un folto gruppo di Modenesi parte quel 15 gennaio per dirigersi a San Bartolomeo: Emilio Veroni, Emilio Zara, Domenico Coppola, Simona Malavasi, Manuela Ricco’ e le non competitive Rosa Pedrazzi e Lorella Battilani, in verità sono competitive, non hanno semplicemente il numero sulla maglia. Accompagnano mio marito Gaetano Perricone (ci dobbiamo turnare nelle gare ma quel giorno ERA IL MIO TURNO) con nostra figlia Sofia di 3 anni e mezzo.
Sul posto troviamo un altro modenese che sta andando bene e lontano, colleziona un sacco di chilometri, Paolo Malavasi.
Completano il nostro gruppo il coach Maurizio e il coach in seconda Claudio Rossetto.
Mi accorgo che qui mi manca un pezzo.
Maurizio oltre a me allena anche Simona (citata sopra), con lei usa un’altra tecnica: scrive il programma che lei esegue uscendo col marito Claudio (per questo detto coach in seconda).
Quel giorno Maurizio era già impegnato con Simona, dovevano abbattere il muro delle due ore, raggiunto nel loro orologio!
Maurizio ha chiesto a Claudio di seguire me. Io lo trovo sulla linea di partenza (figlia appresso, freddo umido.. mi avevano un po’ rallentato i preparativi pregara e il riscaldamento).
“Claudio vieni con me?” gli chiedo, “Sì” risponde puntuale lui. Non so che media gli avesse consigliato il mio coach. So solo che eravamo molto concentrati e seri.
Dopo qualche chilometro mi dice “Stiamo andando un po’ troppo forte”. Un paio di volte cozzo contro il suo braccio “Scusa” gli dico. Poi non diciamo più nulla fino al primo ristoro, mi chiede se voglio bere, “No” rispondo io. Procediamo, dal canto mio ho l’orologio sotto la maglia, non lo guardo dal secondo chilometro e non lo guarderò più per tutta la gara.
Vedo che Claudio controlla il suo ad ogni chilometro. Non parliamo più fino alla fine.
Io sono concentrata a stargli al fianco e a correre. Mi sembra che tutto proceda bene, non parliamo e non beviamo per tutta la gara.
Alla fine ci avviciniamo al traguardo e (in una foto si vede) socchiudo gli occhi per vedere da lontano quanto dia il cronometro, vedo 1.35 di poco passati. Certo ormai è fatta quindi finalmente mi rivolgo a Claudio e commossa gli comunico un commosso GRAZIE!
Lo so mi commuovo sempre, sono una romantica e tutto ciò mi dà tantissimo.
Dopo il traguardo ringrazio ancora, sono felicissima, Claudio è stato uno stupendo compagno di viaggio.
Durante la gara abbiamo formato un bel gruppetto, ci siamo salutati anche con loro: in particolare Dino Muzzioli e Andrea Vicini.
Durante tutta la gara ho avuto un Claudio accanto e a dir la verità anche un altro Claudio (Chiarini della Pasta Granarolo), col nome dietro la maglia, che mi ha fatto da metronomo.
Nell’ultima parte della gara vedevo qualche maschio che ci superava ma Claudio Chiarini era sempre lì e Claudio Rossetto non diceva niente. Tutto bene, leggevo tra le righe!
GRAZIE! Gara bellissima, paesaggio fatato, ovattato dalla nebbiolina!
GRAZIE A TUTTI!

PS: Ah dimenticavo, sono arrivata sesta assoluta delle donne e terza di categoria! E’ stata un’altra inaspettata sorpresa giunta dopo il traguardo!

martedì 27 dicembre 2011

SANTO STEFANO - TRASFERTA IN TOSCANA ECOMEZZA PIENZA 26/12/2011










Trasferta in terra toscana con altri sette modenesi, sperando che anche loro commentino la loro esperienza… compreso il professor Marri, sperando perdoni il mio non perfetto italiano.
Secondo anno consecutivo, nel 2010 e stata bella, quest’anno bellissimo.
Sapevo già che avrei fatto molta fatica, poiché nelle ultime due settimane, ho dovuto fare una sosta forzata dagli allenamenti, colpa trasferta lavorativa in svizzera.
Partito più piano del 2010 per sicurezza, ma non e bastato... a meta percorso le gambe hanno preteso di ridurre il ritmo e ho dovuto ubbidire. Questo però non mi ha impedito di gustarmi un percorso meraviglioso tutto sterrato, un su e giù per le colline della val D’Orcia con paesaggi incantevoli, e tanti colori come la tavolozza del pittore subito dopo aver dipinto un quadro, il tutto illuminato da un sole splendente e caldo, rinfrescato nella seconda parte da un venticello freschino, ma mai freddo.
Al traguardo ad attenderci un bellissimo fuocherello che ardeva già dalla sera prima, e un ristoro dove non mancava nulla, compreso vin santo e frutta varia.
Questo non e nulla, in confronto alla cordialità gentilezza senso di amicizia e di famiglia, che ti fanno assaporare gli organizzatori sempre presenti e disponibili in testa il GRANDE STEFANO GRIGIOTTI, in pratica una competitiva tra amici.

in più quest'anno ... alle premiazioni una gradita sorpresa …
prima delle premiazioni dei vari campioni e vincitori,
Sono stato chiamato a sorpresa sulla gradinata e premiato (grande zampino di Denise Quittieri) con una targa personalizzata...
Per premiare la mia disponibilità a dare sempre una mano e aiutare gli amici, e quelli che sono in difficoltà ...
GRAZIE DÌ CUORE.................. A BUON RENDERE

CENCI MAURIZIO

lunedì 14 novembre 2011

13-11-2011 - Tre Ville Castello percorso bello ma.......




La parte del percorso attraverso i parchi è veramente bella, anzi bellissima,
compreso i continui cambiamenti di dislivello e continui rompi gambe, tanti su e giù senza soste,
la pianura !!! zero.
A parte questo, considerando che sono 40 anni che la organizzano, mi sarei aspettato molta più organizzazione.
gara con chip, però alla partenza nessun rilevatrice, né punzonatura,
il momento in cui hanno dato il via c'erano tantissimi podisti sparsi davanti lungo tutto il viale per centinaia di metri, e non in fila dietro la partenza, e poi già nel primo giro, dopo 4 km ho superato alcune persone che era praticamente impossibile mi fossero state davanti a quel punto...
(questi la partenza non l'hanno proprio vista)
Primo km e mezzo su strade strette, e a ogni curva ci trovavamo davanti macchine ferme in mezzo alla strada, e molti podisti ci finivano contro appoggiando le mani sui cofani...
quelli che dovevano fermarle dov’erano, al bar ?
Una volta usciti dai parchi nei km finali ripetuti due volte su stradine asfaltate, tante macchine che ti venivano incontro, ti superavano, e ferme in mezzo alla strada per girare per le varie vie,
ma era una competitiva o una corsa ad ostacoli ?
Dopo il mio arrivo, ho visto una scena sul cancello a 200 metri dal traguardo, dove una macchina dell'organizzazione
voleva entrare a tutti i costi, e si era bloccata proprio in mezzo al cancello, e quelli che stavano arrivando si sono dovuti fermare perché non passavano, e magari si erano tirati il collo per tutto il percorso per guadagnare quella manciata di secondi.
A fine gara mia moglie è andata a fare la doccia, (e per fortuna le donne sono meno degli uomini), si è spogliata per andare sotto la doccia e... zero gocce d'acqua, cambia doccia idem... in poche parole niente acqua, né calda né fredda, zero + zero, si è rivestita ed è dovuta uscire così com’era entrata, sudata.
Il percorso sull’asfalto era segnato bene, con frecce e puntini bianchi, ma gli addetti che segnalavano il percorso in mezzo ai parchi dove non c'erano segnali a terra a un certo punto hanno lasciato i concorrenti più lenti del secondo giro senza segnalazioni, (ma nelle competitive, non si deve aspettare il passaggio dell'ultimo concorrente prima di andarsene ?)... chi si ricordava il percorso a memoria ne è uscito ugualmente seguendo il percorso giusto, ma altri (per esempio mia moglie) non trovando più segnalazioni e non ricordando bene tutti i passaggi, ha sbagliato direzione fino a decidersi di ritornare indietro sui propri passi tagliando il percorso… (lei molto precisa è andata dal giudice dell’arrivo per comunicargli di non aspettare il suo numero perché aveva abbreviato il percorso e non aveva voluto tagliare il traguardo, ma non ci giurerei che tutti quelli che non hanno fatto tutto il percorso, magari dopo un giro solo, abbiano tagliato ugualmente il traguardo, tanto non c’erano controlli di nessun genere per vedere se ne avevi fatti due o uno).
sorvoliamo sulla fila interminabile per il ritiro pacco gara, questo magari succede spesso, soprattutto dove ci sono tanti iscritti.
percorso nei parchi 9 (mia moglie darebbe 10, lei questi percorsi tra gli alberi li adora)
organizzazione della gara... mettiamo un...non giudicabile... non c'è stata organizzazione, che giudizio dare, avrebbero meritato uno zero pieno, cosa che non include i vari volontari, che si sono come sempre fatti in 4 nel loro punto di lavoro (pettorali ristori ecc...) per aiutarci.
Un bel 10 invece se lo meritano, perché dopo la gara degli adulti, ci sono state tante partenze di gare dei bambini, dai più piccini, fino ai grandicelli... ne ho visti tanti, e tanti genitori fare il tifo e applaudire, ecco con questo si sono un po’ rivalutati ai miei occhi, perché le corse dei bambini devono sempre esserci, ed io obbligherei chi organizza gare, a dover inserire per forza anche le gare dei bambini,
il nostro futuro nel podismo italiano.

martedì 18 ottobre 2011

9 ---16 OTTOBRE - DUE DOMENICHE DA 42 KM...

DOMENICA 9-OTTOBRE, MARATONA DI CARPI...
questa non era nei miei piani, ma ho voluto accompagnare una mia amica d'infanzia
alla sua prima maratona preparata in meno di un mese. il suo obbietivo era di farla in 5 ore, io lo guidata passo dopo passo incitandola e spronandola fino sotto lo striscione in 4,56... grande SIMONA.




DOMENICA 16-OTTOBRE, ECOMARATONA DEL CHIANTI...
per il quarto anno torno a fare questi 42 km fantastici...
ero in forma e puntavo a migliorare il mio tempo ma....
dopo 17 km mi rendo conto che i miei muscoli risentono delle 5 ore suule gambe della domenica prima e i polpacci brontolano, perciò si rallenta senza fare drammi e ci si gode il panorama... sarà per la prossima volta.







domenica 7 agosto 2011

6-8-2011 - PERCHE' CORRERE I DUE PASSI








Perché fare questa gara…
Siccome tutti hanno già fatto i complimenti (supergiustificarti) a MAC e complici, per la gara e per la buona riuscita, io mi limiterò solo a una considerazione…
Qui da noi nella pianura, la maggior parte dei podisti, conosce solo l’asfalto della pianura, oppure le corsette estive di 7/10 km con tratti di sterrato ma nulla a che fare con i percorsi trail, più o meno impegnativi.
Ecco, la due passi, che assieme alla marcia dei tori, sono le uniche due corse trail del nostro Appennino, con distanze tali da poter fare gustare ai tantissimi podisti dell’asfalto piatto, le sensazioni, le emozioni, i profumi e i colori, delle corse trai boschi su terreni più o meno accidentati.
Quella dei due passi, la giudico la corsa più adatta in assoluto, per fare avvicinare tutti a questo nuovo tipo di corsa, che ormai prende sempre più piede in tutta Italia.
Gara né corta né troppo lunga, la distanza d’approccio giusta, con pendenze sia in salita sia in discesa, non troppo dure né pericolose, in poche parole la gara ideale per cominciare a correre nella natura del nostro bellissimo Appennino, da qui poi vi accorgerete, che la natura a molto da darci ancora, e scoprirla correndo e ancora più bello.
Non c'è bisogno di essere dei caprioli, o delle caprette di montagna per farle, nè essere veloci, anzi… proprio chi e più lento riesce a gustarsi tutte le sfumature di questo tipo di corse.
Mi ricordo che alla prima edizione la provai a farla a tutta, non vidi nulla testa bassa e via, chiudendola in 1h26, piazzandomi 28°… domenica invece, dopo un paio di edizioni, hai me saltate per infortunio, l'ho fatta tutta in compagnia di un’amica, chiudendola in 2h,07 … e devo dire che mi sono gustato la corsa molto di più, riuscivo a vedere tutto quello che mi circondava e la gara e filata via liscia e spensierata.
Un consiglio a tutti quelli che non hanno mai fatto corse trail…
Questa e la vostra corsa, scrivete già da ora sul calendario… ricordarsi di fare la DUE PASSI nel 2012… non ve ne pentirete.

sabato 30 luglio 2011

NON SOLO CORSA...

tra una corsa e l'altra, la scorsa estate e provoto una esperienza nuova...
mi sono sempre detto " ma se ci riescono gli altri perchè io no ?"
allora ho preso il remo in mano e viaaaaa... verso una nuova aventura.
RAGAZZI...e fantasticoooo...
non diro altro, lascero parlare alcune foto e un pezzo di video...
BUONA VISIONE.......

VIDEO....  
 


FOTO...