






CORRO PERCHE' CORRO...ALTRIMENTI CAMMINEREI.......MICETTO



| maratona di londra del 23/4/2006 | |
| invitato dall’ amico matteo a partecipare alla maratona di londra, accettai subito volentieri perche non avevo mai partecipato a una gara cosi importante . una cosa e' certa : non mi sarei mai aspettato una cosa del genere . partenza aereoporto di bologna ,giunti all’aereoporto treno express per londra poi due metropolitane ,passeggiata brevissima ed ecco il nostro albergo. devo dire che subito le cose si sono messe bene anche perche sia gli organizzatori del viaggio ,lolo e allessandro, che tutti i miei compagni di avventura erano risultati subito simpatici e disponibili nell aiutarmi quando occorreva sapere l’inglese ( a proposito :il mio inglese inizia e finisce nella frase io no speak english ) . subito mi tuffo a visitare londra cominciando dai musei , giganteschi, non sono nemmeno riuscito a visitare meta del primo. sabato mattina ci ritroviamo per andare all' expo,molto grande, per ritirare il pettorale . ritirato pettorale, preso qualche ricordo, si ritorna in albergo,e via per un nuovo giro per la citta, visitando il punto d’arrivo davanti a buckingham palace, continuando verso il famoso big ben e le stupende chiese li vicino. ovunque mi giravo, taxi stranissimi, autobus rossi a due piani come nelle cartoline e pubs uno dietro l’altro di tutti i colori, inseriti in case affascinanti e caratteristiche. arriva domenica, giorno della gara e, strano ma vero, non sento assolutamente nemmeno un pizzico della tensione che sentivo nelle altre maratone. un pullman ci porta alla partenza, e li rimango a bocca aperta per il tipo di organizzazione che vedo: in un parco stupendo ,gigantesco di cui non si vedeva la fine, decine di camion pronti per il ritiro delle borse ,tutti numerati, e almeno 100 vagoni bagni da 10 bagni ciascuno, 200 bagni in tende:hanno fatto si che ,nonostante la folla, non ci fosse mai tanta fila e i bagni fossero sempre puliti :non so come abbiano fatto, complimenti. la partenza e’disposta su tre strade ( la nostra era la strada rossa ) con nove gabbie ben distinte e devo dire che tutti sono andati ordinatamente nella propria senza creare disordini; vi erano tante tende per cambiarsi dove distribuivano te e caffe (se cosi si puo chiamare). io sono nella prima gabbia, manca poco eppure non sono mai stato cosi calmo: meno 3 ,meno 2, meno 1 e via,partiti. gia dall’inizio, a entrambi i lati della strada, folle di persone fanno un baccano assordante ,scorrono le miglia (non km.) e questo mi crea l’unica difficolta per calcolare il ritmo da tenere . non hai pero’ il tempo di contare ,perche la folla ai lati fa un tifo tale con bande di majorettes, incitamenti, campane ,gente in costumi tipici del quartiere che stai attraversando: una folla immensa che occupa tutto lo spazio. a ogni km., su entrambi i lati, tanti ragazzi ti allungano da bere ,e ogni 5 km ti allungano delle bibite zuccherate. dal 25° km in poi trovi anche ,a ogni i km., chi ti allunga cestini pieni di zuccheri e caramelle gommose e a ogni km. diversi addetti ti porgono sulle dita delle mani della pomata anti arrossamenti ( ma quanti volontari…) guardandomi a destra e a sinistra arrivo al passaggio della mezza maratona, subito dopo essere passato sul famoso ponte di londra, nel tempo di 1.27.59: ottimo passaggio, anche perche mai nelle maratone gia fatte a meta gara mi sentivo ancora cosi riposato e senza fiatone non avevonessun tipo di dolore alle gambe e tra me e me pensavo “questa volta faccio un tempone “ mai dire gatto se non ce l’hai nel sacco, cosi’verso il 24° km un forte dolore alla schiena mi costringe a rallentare ,sperando si tratti di una cosa passeggera. col senno di poi,capisco che era meglio che non avessi rallentato ,perche da quel momento all’ improvviso i polpacci mi si sono induriti al tal punto che non sono piu’ riuscito a riprendere il ritmo. dopo aver capito che non avrei piu fatto il tempo da me auspicato, ho rallentato e ho solo cercato di finirla nel migliore dei modi, ed e’ a questo punto che mi sono visto superare da uno vestito da panino con salciccia,cosi mi sono detto: ma sto andando cosi piano ? no, era lui che andava forte … di simili travestimenti ve n’erano centinaia, per tutti i gusti, dai batman ai gorilla,dai robot alle machine da scrivere ,guerrieri spaziali ,draghi con dentro 6 persone, bruchi con dentro 10 ragazze e perfino un0 con spada e armatura e legato dietro un drago, e nonostante tutto cio’, tutti si sono corsi la maratona e se la sono finita tra gli applausi di tutti, proprio una gara divertente, simpatica e unica. ecco il traguardo, tra una folla imponente giro vicino a buckingham palace e dietro di me sento ,in un inglese un po strano, forza italy forza be ,devo dire che mi e’ venuto un nodo in gola e un tentativo di lacrime di gioia, e al traguardo un vero boato di tifo :finita in 3. 15 44 non era il tempo che avrei voluto fare ,ma non me ne importava niente: il tifo, la bellezza della corsa , tutto l’affetto che avevi intorno a te faceva si’ che il tempo passasse in secondo o anche in terzo piano. tanto per farvi capire quanto eri guidato dall’ organizzazione, subito dopo l’arrivo, mentre andavo a ritirare il pacco gara, tutti gli addetti ti applaudivano ,anche quello che stava consegnandoti il pacco gara prima ti applaude poi di da il pacco, estraggo il telo da mettermi sulle spalle e visto che ero un po in difficolta ( si era un po appiccicato ) subito due addetti si sono precipitati ad aprirmelo per mettermelo addosso e mi hanno dato la mano, applaudito detto tutto ok e poi via ad aiutare altri concorrenti senza un attimo di pausa. ho 42 anni ma posso dire che mi sono commosso e anche qualche lacrima e' scesa. vado a rittirare la mia borsa tra altri applausi e quando arrivo al camion hanno gia la borsa in mano col mio numero perche mentre ti avvicini ai camion ci sono degli addetti al personale che avvisano quali “ numeri” stanno arrivando e niente coda . arrivato in albergo in metropolitana ( bastava entrare con il pettorale e la metropolitana era gratis ), doccia e poi nel nostro albergo avevano organizzato sedute di massaggio per chi lo voleva, massaggio durato piu’ di mezz’ora e completamente gratuito. il resto e’ solo ancora visita alla citta, un saluto e complimenti ai tuo compagni di avventura qualsiasi fosse stato il loro tempo . devo dire che una volta fatta questa maratona, le altre ( mi dispiace per loro ) mi sembreranno solo delle corse della domenica . 1 p.s so che non lo sapranno mai ma voglio ugualmente ringraziare tutta l’organizzazione della maratona di londra, dal primo che premia sul palco a quelli che ti allungano il bicchiere di te’ a quello che ti da nobanche solo una pacca sulla spalla ti applaude anche se non ti ha mai visto e sa che sicuramente non ti rivedra mai piu’. se percaso qualcuno che leggera' questa lettera conosce anche solo uno di questi volontari , ti prego, appena lo incontri, stringigli la mano e digli che un italiano lo ringrazia per tutto quello che hanno fatto e per come l’hanno fatto. 2 p.s se ne avete la possibilita almeno una volta nella vita andate a farvi la maratona di londra ( parola mia ) e vedrete che rimarrete a bocca aperta perche anche in questo breve racconto non si puo raccontare tutto il fragore la bellezza l’organizzazione la gioa e anche il vedere che per l’emozione di una gara a qualsiasi eta si riesce anche a piangere dalla gioia: per l’affetto che persone che non conosci riescono a trasmetterti anche solo con un sorriso. 3 p.s per tutti quelli che hanno sentito dire che gli inglesi sono freddi e snob : mi dispiace per loro ma io ho girato per londra senza sapere 1 sola parola d’inglese eppure tutti quelli a cui mi sono rivolto sono sempre stati gentilissimi e pazienti e cercavano sempre di capire quello che volevo dire senza mai un minimo accenno di impazienza anzi. provare per credere. | |
| | maurizio cenci |

| prima maratonina dei due passi | 29/07/2006 |
| Se si dovesse descrivere la corsa in tre parole direi: “ meravigliosa,meravigliosa,meravigliosa”. Come prima cosa devo fare i complimenti a mac.. Per ringraziarlo di avermi reso partecipe a questa prima edizione e per aver cosi scoperto un percorso per correre bellissimo, a mio parere ( visto che ognuno grazie a dio ha i suoi gusti ) e’ il piu’ bel percorso tra tutti a quelli a cui ho partecipato finora del nostro appennino. Alla partenza i ben cento partecipanti hanno avuto una buona accoglienza dagli organizzatori; simpatica l’idea del pettorale a pettorina, molto bello, come quella che indossano gli sciatori (peccato doverla restituire) e un buon dolce e pacchetto di caramelle naturali come pacco gara. Ultime raccomandazioni e via, subito in salita poi continui su e giu’ (molti su lunghi e pochi giu’, corti..) fino al decimo km tutti in uno stupendo sottobosco su di una strada sterrata forestale ampia e molto bella e corribile (tranne forse un km circa dove era un po’ piu’ ondulata e sassosa, ma bastava stare un attimo piu’ attenti). In questo tratto ho avuto anche un dolce incontro con un capriolo che mi ha attraversato la strada a dieci metri (stupendo). Poi si usciva dal sottobosco per scollinare sul punto piu’ in alto, ma il tratto allo scoperto era al massimo lungo 3 / 4 cento metri. Poi giù dall’altra parte, e subito di nuovo nel sottobosco in discesa. Ora si che si va ,ma sono stanco e allora devo accontentarmi di andare un po piu’ piano del solito e anche se non mi sorpassa piu’ nessuno anch’io non raggiungo piu’ nessuno fino all’arrivo, che e’ giunto un po’ troppo presto e all’improvviso. Visto lo spettacolo che avevamo intorno avrei preferito che fosse durata molto molto di piu’ infatti i km saranno stati 17,5 massimo 18 (altrimenti vuol dire che se erano veramente 20 km nella seconda parte sono andato come Baldini). Arrivo attraverso un prato in una discesa in picchiata, dove dovevamo fare una bellissima volata ma stando attenti a non fare un bel capitombolo. Qui un buon ristoro (oltre ai tre incontrati lungo il percorso) e una bellissima sorpresa: un simpatico diploma plastificato con il proprio nome che ti ricordava che avevi preso parte alla prima edizione, cosa di cui sono fiero perchè e stata cosi bella! Dopo la prima edizione auguro con tutto il cuore a tutti gli organizzatori (che si sono fatti in quattro per metterla in piedi, dall’ ideatore a quelli ai ristori, agli autisti dei pulman che finita la gara ci anno riportati alla partenza) che ci siano al tre 10 – 100 – 1000 – edizioni. Sicuramente come tutte le “prime” c’è sempre qualcosa da migliorare, ma io non ho visto molti difetti, L’unica cosa che mi sentirei di suggerire è di mettere la prossima volta i km segnati. Io li metterei a scalare (cioè quelli che mancano alla fine, non quelli fatti). | |
| | maurizio cenci |

| Fornacione: una gara da consigliare... agli avversari ! | 22/05/2007 |
| Domenica pomeriggio ho partecipato alla corsa piu’ dura mai fatta, e ho capito perche fossero pochi i partecipanti, massimo 60/ 100 concorrenti a edizione. Alle ore 15,30 - con 30 gradi - sono partito da Scandiano per la Fornacione Trail. Un percorso bellissimo, uno dei piu belli mai fatti ma, ahime’, massacrante; uno di quei percorsi in cui ti accontenti di arrivare al traguardo per dire: ho vinto. Vi assicuro che questo non e’ un modo di dire: il percorso per tre volte ti porta al monte delle tre croci attraverso canaloni, sentieri e tratti a stento camminabili, pensare di correrli era pura fantasia … per la prima volta nella mia “carriera” da podista appena tagliato il traguardo ho lasciato cadere i bastoni da trail che avevo pensato bene di portare con me (mi avevano avvisato che era dura, anche se non mi aspettavo una tale difficolta’ in soli 20 km), mi sono sdraiato a terra e non volevo piu’ saperne di alzarmi, nemmeno per andare al ristoro, non ne avevo proprio piu’. Nemmeno quando partecipai alla 100 km su e giù per i monti mi ero stancato cosi’. Bravissimi comunque gli organizzatori: il percorso era ben segnalato e ben controllato dai volontari. P.s. il prossimo anno la consigliero’ a tutti i miei “avversari”, certo che la domenica successiva saranno ancora distrutti, cosi’ saro’ sicuro di batterli. | |
| | maurizio cenci |

| un allenameno in montagna | 17/07/2007 |
| Domenica 15 luglio allenamento lungo in vista di una gara importante, Invitato dall’ amico mac ad un allenamento in montagna in compagnia di amici accetto. Tutto inizia sabato sera quando mac con la moglie vanno a segnare il percorso da ponte s.anna di pievepelago, punto di partenza e ritorno, 9 km di sentieri di montagna in mezzo al verde di bellissimi boschi . La partenza e’fissata per domenica mattina alle ore 10,aperta chiunque la voglia fare. Io devo fare un allenamento lungo e gia’ alle 8,45 parto e mi faccio il percorso da solo, verificando se e’ segnalato bene. Al termine mi faccio altri 4 km nelle vicinanze per presentarmi 2 minuti prima al punto di partenza dove erano gia’ pronti gli amici. Partenza tutti in gruppo ma dopo 1 km comincia una salita dura e li’ il gruppo si allunga, dopo circa 4 km davanti si forma un gruppetto di 3 persone che si alternano al comando tra chiacchiere e sfotto’ reciproci. Il percorso e ‘stupendo, segnalato bene (nessuno dei partecipanti si e’ perso) immerso in un silenzio favoloso e ombreggiatoa dallo stupendo bosco che ci circonda, mac era preoccupato solo delle mosche che la sera prima lo avevano tormentato, e che per fortuna non si sono fatte vedere (forse avevano fatto le ore piccole rompendo le scatole a mac, percio’ alla mattina erano stanche e non si erano ancora alzate). Unica pecca del percorso un tratto di circa 30 metri con l’erba alta ( un bravo segna percorsi l’avrebbe tagliata). Arrivo in volata dei primi tre ( dino ricci – maurizio cenci – ugo mesti ) non diciamo come e finita visto che era una corsa tra amici, una segnalazione importante da fare: il bravissimo mac, grazie forse anche al vantaggio di conoscere il percorso,ha sfiorato per la prima volta il podio arrivando quarto assoluto, e a pochi minuti dai primi,ottimo risultato. Poi tutti a casa di mac a mangiare , facendo una rinfrescante doccia mentre la moglie di mac preparava un buonissimo primo e lui lottava con la carbonella per accendere il barbecue per un’abbondante grigliata ai ferri. A tavola tante chiacchiere, risate e sfotto’ con qua e la’ anche qualche discorso serio (pochi per fortuna), poi per digerire un mini torneo di bigliardino e ping pong a cui ha partecipato anche il figlio di mac (qui a spuntarla e’ stato il vecchietto dino ricci). Tirando le somme, giornata stupenda in compagnia di amici sperando ce ne siano altre in futuro, magari con una maggiore partecipazione. Anche perche’ il percorso e’ stupendo e potrebbe piacere a molti, soprattutto in una torrida giornata estiva che renderebbe penoso correre in pianura. la cronaca di maurizio è perfetta. omette solo di dire che...eravamo solo in quattro !! | |
| | maurizio cenci |
| Disgustato dalla "mezza" di Arco | 19/11/2007 |
| Arco - Riva del Garda: non capisco: quando c’e’ una gara bella fanno sempre di tutto per rovinarla, una 21 veloce in mezzo alle montagne con un finale di 4 km lungo il lago di Garda,e con un stupendo arrivo nella piazzetta del porticciolo... sono riusciti in un colpo solo a rovinare tutto! Infatti, hanno tolto i km lungo lago facendoci arrivare a Riva subito, poi senza farci passare per la piazzetta ci hanno spedito in un finale di circa 2,5 km in salita (cosi hanno tolto anche alla gara la possibilità di essere una 21 veloce) in una zona bruttissima in mezzo a fabbriche e capannoni, obbligando accompagnatori e i podisti a rimanere dentro ai capannoni tutto il tempo, senza avere la possibilità di fare una passeggiata lungo il lago o per Riva (erano a piu' di 2 km di distanza). Se hanno fatto il tutto credendo di gestire meglio il flusso di gente, beh, molte cose non sono andate come dovevano... Solo un paio di esempi: per ritirare il pacco gara abbiamo dovuto affrontare una muraglia umana unica, perchè era cosi ben gestita che chi aveva ritirato già il pacco per andarsene doveva riattraversarla tutta, con spintoni e pestate di piedi, ( ci voleva poco a con due transenne fare entrare i podisti da un lato e farli uscire dall’altro). Per il pasta party...invece di fare un'unica fila di distribuzione non se ne potevano fare due ?! La fila a serpentone ad un certo punto aveva raggiunto quasi 50 metri e aumentava (mia moglie ed io abbiamo rinunciato e siamo andati al bar interno, dove devo dire che le piadine al formaggio e prosciutto erano buone, ma...una birra piccol 3,5 euro(7milalire) mi è sembrato un autentico fur….(certo che se avessimo aspettato, dopo un’ora e mezzo la fila per mangiare era quasi esaurita... ma lo saremmo stati anche noi). In questi casi si sa come funziona: loro pensano solo a prendere più podisti possibile fregandosene se poi sarà solo un ammasso di persone. Infatti quest’anno hanno voluto raggiungere 2800 competitivi. E non gli è bastato, hanno voluto mettere anche la maglia per chi faceva la non competitiva (dieci euro per 11 km non competitivi è la prima volta che li vedo). Peccato, erano 4 anni che ci andavo perchè era bellissima, ma mi sa che quest’anno è stata l’ultima volta;e dai discorsi che sentivo dagli altri concorrenti che l’avevano gia fatta mi sa che anche molti altri il prossimo anno cambieranno gara. Un consiglio….tornate al percorso vecchio altrimenti tra un paio d’anni vi ritroverete tra le mani una normalissima 21 invece di una bellissima gara valida che attirava sempre nuovi concorrenti! Se col vecchio percorso non riuscite a gestire piu’ di 2000 concorrenti, chiudete le iscrizioni al raggiungimento di tale numero. E per finire mentre le foto degli anni passati erano bellissime guardatele un pò...stavolta quasi il 50% hanno sfondi di capannoni, case vecchie e strette vie insignificanti.L’anno scorso allo stesso chilometraggio come sfondo c’era il lago di Garda e la piazzetta del porticciolo.... | |
| | mauriizo cenci |
| Certo, che chi vuole correre in giro per l’italia di gare ne trova fin che ne vuole; ma se io voglio correre nella mia citta voglio poterlo fare come tutti. Vuoi camminare? mi va bene, vuoi partire prima? bene, ma ….. Mentre io corro non impedisco a te di camminare, perchè allora chi cammina partendo prima non si mette in fila indiana e non impedisce a chi corre di correre ???? Mi sembra una mancanza di educazione spaventosa quella di mettersi in 4 alla pari a chiaccherare e inpedire a chi arriva da dietro di passare. Ad uno piace camminare: bene; a me piace correre, e non fermarmi ogni 100 metri per poter passare. In una gara a san damaso una volta sulla ciclabile 4 caminatori alla pari tenevano tutta la sede stradale e per passare più di uno abbiamo rischiato di finire nel fosso. Anche se gridavi "permessoooooo" non si spostavano anzi maleducamente anche ti insultavano. Allora visto che il rispetto di chi parte prima è questo, finche non cambiano atteggiamento io saro sempre contrario alle partenze anticipate, appena si metteranno a rispettare anche quelli che vogliono correre e si metteranno in fila indiana allora e solo allora smettero di brontolare. Mia moglie quando la gara e molto lunga parte prima anche lei, ma è sempre da sola, si mette su di un lato e sta molto attenta a non intralciare chi corre, anzi lei che cammina è una di quelle che si arrabbia di più con quelli che si mettono in mezzo alla strada a chiaccherare. Naturalmente come dici tu tutto questo senza polemica………… Io quando dico la mia opinione ho anche il coraggio di mettere nome e cognome, perche non firmi con nome e cognome come facciamo tutti ?! Forse che anche tu non credi in quello che scrivi ?!……. Cordiali saluti . mi piacerebbe sapere anche il vostro parere, se so io che ho la mente chiusa o ........grazie. | |
| | maurizio cenci |

| il mio primo ghibellino | 04/04/2007 |
| Invitato da mac ad andare a correre con loro al ghibellino accetto, e domenica mattina ore 6,10 si parte per Vangile, vicino a Montecatini, in Toscana. Mi aveva raccontato che si trattava di una bella corsa con salite e discese, con due salite dure e una molto dura, ma per il resto era tutta corribile. Appena arrivati in questo piccolo paesino la prima impressione che ho avuto e’ stata buona, l’organizzazione aveva gia sistemato tutto. Certo che il castello che dovremmo raggiungere di corsa lo vedo tanto in alto…( ma le salite non dovevano essere solo 3 ?) Speriamo bene. Dopo una intelligente punzonatura che ci incanalava in una stradina, pronti via. La mia partenza e’ abbastanza allegra :1 km pianeggiante a 3.50, poi si comincia a salire e subito ecco uno strappetto che si sente, poi di nuovo un su e giu corribile, nonostante io le salite non le sopporti molto (invece in discesa sono un pazzo ). Passo il 5 km con una media di 4,08/km, niente male, almeno per me. Ma e’ qui che cominciano le sorprese: subito una salita dura, poi si riprende fiato e un’altra salita dura e lunga: Per adesso però mi sento bene, stringo i denti e vado ( intanto penso: poi mi rimane solo una salita e sarà finalmente discesa).Ahimè, nulla di più sbagliato. Io credevo che il peggio fosse passato, invece… arrivati a un bivio si passa attraverso l’antica porta in pietra di un castello (almeno credo, ero troppo stanco per capirlo...) cominciamo ad entrare nel bosco , mi trovo davanti una scalinata bellissima ma dura da percorrere, poi salita e discesa e si sale. Eccola la salita dura: provo a correrla ma subito mi rendo conto che non e’ per me e comincio a camminare .quasi dopo 1 km di camminata mi giro in un tornantee mi accorgo che dietro di me sta avanzando Sandra Bergamini di corsa (ma come fa?) seguita da Paolo Malavasi. In cima alla salita mi sorpassano entrambi, ma ecco una discesina e li ripasso. Per un paio di km siamo andati avanti cosi in salita: loro mi passavano, in discesa li ripassavo io (anche perche alcune discese erano dure e infangate e io su quei terreni ci vado a nozze). Passiamo un bellissimo ponticello stretto in pietra ma da quel momento in poi nelle altre salite (ma non dovevano essere solo 3 le salite?! io ne ho contate almeno 8) nel giro di 700/800 metri mi hanno preso almeno in 200, ero proprio cotto . Dopo qualche altro su e giù finalmente la discesa, ma ormai siamo negli ultimi km e io non ne ho proprio piu’. Accelero ma non vado più di tanto, anzi, le gambe mi dicono: ma dove vai? Finalmente vedo il traguardo: sono 113° e mi dicono che premiano i primi 120, dopo tanta fatica una buona notizia, grazie. Alla fine siamo ospiti a pranzo da parte degli organizzatori, un pò di chiacchiere e si va a tavola. Ti aspetti un pò di pasta o poco più, invece…..affettato con bruschette, poi salsicce con patatine, pasta, quindi roast-beef e arrosto....per finire con dolci, cantuccini e caffè!! Tiriammo le somme di questa trasferta : Gara: percorso duro, più di quello che mi aspettavo, ma altrettanto stupendo; unico tratto cosi’ cosi’ i due km sul finale su una strada principale (automobili quasi assenti, pero’) per raggiungere il traguardo: in una gara di 20.300 metri circa si può concedere. Ristori : tutti posizionati in punti perfetti e senza intralci, quello finale super fornito: anche l’ultimo arrivato aveva solo l’imbarazzo della scelta. Partenza e arrivo: entrambi ben gestiti, anche più che in molte gare di altissimo livello Segnalazioni lungo il percorso: perfette, frecce ben visibili e personale ovunque. Pranzo offerto in quanto ospiti : beh, qui c’e poco da dire, se non che hanno tenuto conto delle molte energie che avremmo perso e hanno pensato di metterci all’ ingrasso, il tutto in allegria con anche un gruppetto di podisti canterini di canzoni romanacce. Pacco gara con soli 5 euro : complimenti, complimenti, complimenti: tra pacco gara, premio finale legato alla classifica, calze all’atto di iscrizione ecc.. sono poche le gare che ti trattano cosi (certe maratone ti chiedono 50 euro e ti danno una borraccia e due bustine di brodo). Un solo rammarico lo ha avuto mia moglie, che ha scelto il percorso medio da km.11 e, dopo aver sentito la descrizione della maratonina, vuole assolutamente tornare il prossimo anno per farla pure lei. Diamo un voto al tutto: Percorso merita un bel 9 organizzazione e impegno dei volontari un altro bel 9 Pacco gara un bel 9 pranzo offerto a noi ospiti ed al gruppo di castellarano (gemellato con loro) un gran bel 10 e lode. Dimenticavo:ho visto il servizio fotografico di Piero Giacomelli, tante belle foto, complimenti! un bel 8,5 . Chi mi conosce sa che di solito sono molto critico con le gare , perciò tirate voi le somme e andateci: ne vale la pena. Un grazie a Mac per avermela fatta conoscere, e un grazie a tutti quelli del ghibellino per la loro bellissima gara. Di sicuro un arrivederci al prossimo anno. Anche se io non sopporto le salite il percorso e’ così bello che vale tutta la fatica, fino all’ ultima goccia di sudore. Un appunto per certe gare e persone: lungo tutto il percorso avrò incontrato si e no una quarantina di partenti anticipati, non 500/600 come al solito da noi, e vi garantisco che alla partenza il colpo d’occhio su tutte le persone che partivano insieme era favoloso,complimenti anche per questo piccolo particolare che ha reso la gara ancora piu’ bella. | |
| | maurizio cenci |

| Grandraid Cromagnon 102 km Limone (Italia) - Cap d’Ail – Monaco (Francia) | 17/06/2006 |
| Ragazzi che gara! Un giorno alcuni amici mi parlarono di questa gara nei luoghi dell’uomo di Neanderthal; io sono subito andato sul sito www.cromagnon-extremerace.com/ a vedere di cosa si trattava; viste le foto dell’anno precedente me ne innamorai subito. La gara non si presentava certo delle più facili, soprattutto per uno come me che in gara ha percorso come massima distanza quella della maratona (km 42,195), per di più in pianura. Si trattava di percorrere 102 km., scalando 4 vette da oltre 2000 metri, con un dislivello totale di ben 5.400 metri. Per uno che non ama le salite … A forza di parlarne in giro alla fine ci siamo trovati iscritti a questa gara in una quindicina di modenesi, cui si sono aggiunti 5/6 di Ravenna e 4 di Milano; allora Matteo Panini ha noleggiato un pullman che ci portasse tutti alla gara insieme (proprio Matteo poi per motivi di lavoro non è potuto venire ). Come base logistica avevamo il negozio del Baffo Sport, che ha trovato anche vari sponsor che ci anno aiutato e, che ringraziamo. Ma ora parliamo della gara; partiamo da Modena in pullman diretti a Limone, punto di partenza. Dopo il ritiro del pettorale ed un buon pasta party, abbondante, mangiato all’aperto con una temperatura tra 6/10 gradi, abbiamo saputo che il sindaco aveva vietato il passaggio della gara in un tratto dove due giorni prima erano scesi 50 cm di neve; allora avrebbero accorciato la corsa di circa 10 km (peccato: si vede che il sindaco non è un podista, altrimenti non avrebbe tentato di rovinarci la gara per un po’ di neve; uno che temeva la neve non si sarebbe nemmeno iscritto a una corsa del genere). Sabato mattina foto di rito, tutti pronti, ore 6 pronti via. Partiti andatura lenta siamo subito in salita; dopo pochi km ormai ognuno prende il suo ritmo; ho perso tutti d’occhio e non so dove siano. Devo dire che subito i paesaggi si presentavano stupendi come immaginavo; dopo una salita subito una lunga discesa su sentieri sterrati e piccolo tratto d’asfalto fino a raggiungere il primo ristoro dopo circa 20 km. Eravamo passati poco prima davanti a un lago formato da una diga. Da lì cominciava la prima vera scalata che in pochi km ci avrebbe portato dai 1400 mt. circa del lago ai 2450 della cima più alta che incontreremo. Più di 1000 mt. di dislivello con passaggio anche su tratti innevati. Una volta in cima eccolo lì, un paesaggio spettacolare che, nel pur breve tempo dedicato ad ammirarlo e per fare una foto ricordo, ti fa passare tutta la fatica accumulata per arrivare fin li. Ma non si può perdere tempo…e via subito di corsa di nuovo in discesa (le discese non erano poi così facili, su sentieri che a volte c’erano e a volte te li dovevi inventare tra massi sassi e erba). Incontriamo un bellissimo laghetto di montagna, lo aggiriamo e ancor dei su e giù fino ad arrivare al secondo ristoro, posto circa a metà strada; chi voleva poteva farsi portare qui un piccolo zainetto per un ricambio o altro. Io ne ho approfittato per lasciare tutta le cose che mi ero messo in più nello zaino alla partenza, che non mi sono mai servite se non ad appesantirmi lo zaino (un errore frequente quando partecipi ad una avventura di cui non hai nessuna esperienza). Mangio qualcosa, cambio la maglia e via, subito in nuovo su e giù tra sentieri, prati, rocce. Dopo una lunga discesa ci ritroviamo in un piccolo paesino dove c’è un ristoro; ma ci ritroviamo anche a soli 300 mt d’altezza , tra me e me penso “ma sono pazzi…se dobbiamo affrontare ancora due cime altissime…questo vuol dire che mi aspettano delle dure salite”. Mi rifornisco d’acqua e riparto, ed eccola lì una salita lunga e ripidissima, molto dura… ma non è niente in confronto a quella dopo……. Finita la salita in contro uno dei mie compagni, che mi sembra un po’ in difficoltà; mi dice che sta bene e di andare avanti. Riparto e dopo tanti su e giù piu’ o meno duri arrivo al penultimo ristoro. (elenco delle cose del buffet: uvetta, albicocche secche, banane, noccioline , minestra in brodo, pasta, polenta, zolette di zucchero, coccola, te, birra e… udite udite… c’è anche l’acqua per fortuna); un piccolo rimprovero però all’ organizzazione mi sento di rivolgerlo: non si può fare una gara di 100 km., con tante cose ai ristori ma senza che in alcuno vi sia la minima traccia di sali, che sono molto importanti in queste corse. Dopo aver mangiato qualche albicocca secca, delle banane, rifornito d’acqua sono pronto a ripartire e mentre lo faccio arriva il mio compagno che era in difficoltà; si era ripreso ed ero contento per lui, Mi sincero delle sue condizioni e riparto. Da qui partirà la salita piu’ dura di tutta la corsa, anche se non la piu’lunga. So che questa non è l’ultima salita ma sarà sicuramente la più dura: 600 mt in meno di 1,5 km con un tratto al 45% tra rocce cespugli, dove il sentiero c’è ma non c’è. Supero il tratto, veramente duro, ed in cima trovo l’ennesimo controllo (alla fine sono stati 7 / 8); dentro di me mi sono detto: ora da qui in poi sarà una passeggiata; beh, nulla di piu’ sbagliato! Forse anche perché avendo preso già tre storte alla caviglia sinistra la discesa da questa cima e’ dura quanto la salita, con salti tra rocce e massi alti e scivolosi; non voglio prendermi la quarta storta e rischiare di fermarmi, così perdo molto tempo. Finita questa discesa mi ritrovo in una zona bellissima; da dove sono si vedono da una parte le alte montagne e dall’altra - finalmente - il mare di Nizza o Montecarlo; non so bene quale, l’importante è vederlo, perché significa che il traguardo non è lontano. E invece..altro errore! infatti il percorso gira e ci fa tornare verso i monti (e qualche accidente a chi ha tracciato il percorso lo lancio). Ancora un su e giù con un altro bel tratto di salita e sbuchiamo su una strada. In fondo, lontano, si vede il mare e mi scappa un “alleluja mare, arrivo!!” infatti sull’asfalto, non avendo paura di prendere altre storte, parto a tutta in discesa. Ora sì che si viaggia veloci! si passa davanti al grandissimo impianto di golf di Montecarlo dove gli innaffiatoi girati verso la strada, mi danno una bella lavata (cosi tiro due accidenti anche a tutti i giocatori di golf) e continuo a correre veloce verso il traguardo; altro errore, ad un tratto i cartelli del percorso ci fanno tornare dentro la boscaglia per un sentiero stretto in mezzo ad alti cespugli. Solo dopo circa un km si torna sull’asfalto e allora ancora giù a tutta. Arrivo all’ultimo ristoro a 5 km dal traguardo, ora non mi ferma più nessuno! un pezzo di banana, un sorso d’acqua e via, dopo 1 km a zig zag per un piccolo paesino ci fanno tornare sullo sterrato lungo la parete del monte alle spalle di Montecarlo. E’ un tracciato stretto e brutto, tutto a zig zag per scendere piu’ velocemente, ma io devo stare attento alla caviglia e vado piano, e qui il mio compagno Davide che si era proprio ripreso mi supera andando più veloce (vuole arrivare ancora con la luce naturale). Ad un tratto torniamo sulla strada, ma ora siamo a Montecarlo e sull’asfalto in leggera discesa io vado ancora forte. Mi lancio in questi ultimi 2 km all’inseguimento del mio compagno, supero ben 7 concorrenti sul lungomare, accelero ancora, mi avvicino sempre di più ma… ormai ecco il traguardo, Davide lo taglia mentre io faccio l’ultima curva e arrivo subito dietro lui. Dopo 92 km circa posso gridare “ce l’ho fatta!”; guardo l’orologio - era veramente parecchio che non lo guardavo - e mi accorgo di averci messo 16 ore, 05 minuti e 52 secondi. Lo riguardo perchè non ci credo, guardo quello dei giudici che confermano il mio; non ci posso credere, sono andato veramente forte e mi applaudo da solo. Dal satellitare vedo che gli ultimi 2 km li ho fatti a tutta birra: con zaino in spalla e 90 km già sulle gambe li ho percorsi alla media 4,20 / 4,30 minuti al km; niente male, che ne pensate? Una stretta di mano con Davide, complimenti reciproci e tanta gioia . Andiamo a ritirare le nostre borse, poi una sana doccia calda e via a mangiare al pasta-party. In realtà è un gran self service dove c’è di tutto, dalla pasta al riso, uova, insalata, toast, pomodori, marmellate, formaggi, salumi, dolci, frutta, ecc..ecc.. E potevi passare tutte le volte che volevi. Io ho preso un pò di pasta e insalata ma non sono riuscito a mangiare praticamente nulla, il mio stomaco non voleva . Però dopo qualche ora mi sono rifatto, soprattuto con i toast molto buoni. Visto che sono arrivato quasi 10 ore prima del previsto non so dove andare a dormire (come tutti); alcuni vanno in spiaggia sulle sdraio, io preferisco un corridoio vicino ai bagni, lì c’è caldino. Pero non si dorme e ogni tanto si va a controllare se gli altri compagni sono arrivati, per chiedere se è andato tutto bene, se stanno bene e fare due chiacchiere; così fino al mattino. Ormai quelli del nostro gruppo sono arrivati tutti, tranne la coppia Alessandra ed Antonio Zanasi. Manca solo un’ora alla chiusura del tempo massimo, e noi seduti sopra un grosso galleggiante sull’acqua con i piedi a mollo facciamo svariate ipotesi mentre ci dicono che ci sono ancora piu’ di 40 concorrenti sul percorso (gli ultimi a piu’ di 12 km dal traguardo). Alcuni pensano che abbiano sbagliato strada,altri che durante la notte si siano fermati e abbiano perso troppo tempo, altri che si siano persi di vista e che si stiano cercando a vicenda, e così via; ma tutti speravamo che non si fossero fatti male. Ore 10.30: manca solo mezz’ora alla chiusura della gara quando, tra lo stupore di tutti, eccoli! sono loro e ce l’hanno fatta. Tutti a correre al traguardo per applaudirli e dirgli “siete grandi, l’avete finita”. E tardi, diamo loro il tempo di una doccia e di rifocillarsi un po’, di sedersi un attimo a riprendere fiato. Nel frattempo sono andato a fare una foto alla nostra compagna, la Daniela Gianaroli che - arrivando in poco meno di 20 ore - si e’ piazzata 2a di categoria: grande! Ore 12: tutti sul pullman si torna a casa; non so perché, sarà il caldo, le code sull’autostrada o il film messo su dal bravo Ivano… ma sul pullman non volava una mosca (neanche fossimo stanchi per una passeggiata in montagna). All’improvviso ecco Modena; non so come ci sia riuscito, ma il film e’ finito 200 metri prima della piazzola d’arrivo: bel tempismo Ivano! Un saluto a tutti, con il buon proposito di ritrovarci per un’altra gara; un bacio alle concorrenti ed ecco la mia mogliettina che mi viene a prendere e mi fa tanti complimenti; beh, questa volta me li sono proprio meritati! Estrema sintesi dell’esperienza: bellissima compagnia, stupenda gara con paesaggi da favola, esperienza - come si dice in questi casi – unica. Chi ne ha la possibilità la vada a fare, ne vale la pena, parola mia! | |
| | maurizio cenci |

| Io e la 100 km. del Sahara | 18/03/2004 |
| Tutto ebbe inizio un anno fa, con la voglia di fare una nuova esperienza, e di farla ad un buon livello (per un amatore, si intende). Dovetti però far fronte ad una lunga serie di malanni fisici: una forte pubalgia, problemi di schiena, a metà settembre un intervento chirurgico per ernia inguinale, a metà ottobre un’infiammazione al ginocchio. Ripresi a correre con regolarità il 16 novembre 2003, esattamente 3 mesi e mezzo prima della “100 km”. Non ho molto tempo, ma ci provo ugualmente. Quando mancano circa 10 giorni alla corsa ho di nuovo problemi alla zona in cui sono stato operato con ripercussioni sulla schiena. Non intendo certo arrendermi e tirarmi indietro, e mi sottopongo a cure intense; e finalmente arriva il giorno della partenza per il deserto. Il 10 di Marzo compiamo il viaggio in aereo; Bologna-Roma, poi Roma-Djerba, in Tunisia, dove pernottiamo in albergo. Il giorno 11 Marzo ci attende un viaggio di due ore e mezzo in pullman per raggiungere un antico paesino dove avviene la presentazione ufficiale della gara, si pranza ed, infine, ci sistemiamo nel nostro primo, vero campo nel deserto, da dove partirà la prima tappa: ragazzi, ora ci siamo e la felicità va a mille. Il nostro è un vero accampamento tunisino con tende berbere, aperte e rudimentali. Ogni tenda può ospitare 6 persone; io ed il mio amico Matteo Panini, con cui sono partito da Modena, dividiamo la tenda con due simpatici ragazzi veneti e due simpaticissime ragazze di Bologna, Elisa e Bebe. Abbiamo subito fatto amicizia, e stabilito una complicità da compagni di squadra e di avventura, ognuno di noi sa di poter contare sull’altro. Il pomeriggio trascorre con la consegna dei numeri, la foto con il pettorale per Internet ed il controllo dello zaino con le cose che è obbligatorio avere con se’. La sera ci attende una buonissima cena, e lo spettacolo di danze popolari intorno al fuoco. Andiamo a dormire nei nostri sacchi a pelo, gomito a gomito, la notte ci sono 6 / 8 gradi. Per le nostre necessità igieniche abbiamo poca acqua fredda che esce dai piccoli tubi collegati ad una cisterna. In compenso, per i bisogni corporali, i bagni sono giganteschi perché… tutti i cespugli ed i massi intorno sono a nostra disposizione. Il giorno seguente, il 12 marzo, nel campo c’è molta frenesia; si fa colazione, si vedono facce allegre e facce preoccupate, tutti dicono di voler fare con calma, puntando solo a terminare la corsa. Alle ore 9 partono i 12 camminatori con i dromedari al seguito: sono i nostri apripista, e rivolgiamo loro un applauso. Alle ore 10 siamo tutti sulla linea di partenza, facciamo la foto di rito, in prima fila ci sono anche Alessandro Lambruschini e Riccardo Fogli (che risulteranno persone simpatiche ed alla mano, disposte a scherzare e ad attenersi alle condizioni particolari del campo). Si parte, finalmente: il gruppo di testa, di circa 30 / 40 persone, va a schioppettata, si accende la competizione, scordando i buoni propositi di poco prima circa il voler fare la corsa con calma. La prima tappa è forse la più dura, con continui saliscendi e 3 duri strappi in salita, in cima ad uno dei quali si erge un antico paesino. Questa tappa non è molto adatta alle mie caratteristiche, però mi sento bene, riesco a limitare i danni e termino, arrivando 20°, non male. Il giorno successivo, il 13 marzo, ci si sveglia presto (io poi non ho dormito). Dopo colazione si prepara il bagaglio da consegnare ai trasportatori che allestiranno il campo successivo. Si parte alle ore 10,30 per la seconda tappa, mi sento benissimo sotto ogni aspetto. Vado molto bene, il percorso presenta saliscendi continui ma leggeri, lingue di sabbia dove scivolo e cado; la tappa è abbastanza veloce e mi piazzo 14°, 16° nella classifica generale provvisoria. La sera dello stesso giorno ci attende la terza tappa, notturna, di km.10, per velocisti o coraggiosi. Il cielo stellato, meraviglioso, crea una stupenda atmosfera. Lungo il percorso sono state poste delle torce, che però il forte vento poco a poco spegne. In questa tappa partono due persone ogni minuto, iniziando dal fondo della classifica . Quand’è il mio turno e parto le torce sono tutte spente; la piccola lampada che ho sulla testa mi illumina il percorso, sconnesso, pieno di buche, cespugli e sassi. Termino arrivando 17°, piazzandomi 15° nella classifica generale, ad un minuto dal 10°. Cena notturna, poi subito a dormire. Ci aspettano 35 km da percorrere, la tappa a me più favorevole. I miei amici concorrenti pare comincino a temermi, e dicono che nella nuova tappa li potrò superare; speriamo abbiano ragione… Il giorno successivo, dunque, ci attende la tappa di 35 km. La penultima; la partenza è a scaglioni; ore 9,30 gli ultimi 40, ore 10,30 i 30 centrali; noi fra i primi 30 partiamo alle 11,30, sotto un bel sole, dopo un’attesa ansiosa. Dopo i primissimi chilometri sono insieme ai primi 10, con gran gioia; però al 5° km. ca. inizio a sentire forti dolori all’inguine, nel punto dell’intervento chirurgico, dolori che si ripercuotono nella schiena. Stringo i denti e cerco di non rallentare. Verso il 12° km. ca. dolori osno ormai insopportabili, resisto altri 3 km., poi al ristoro del 15° km. decido a malincuore di fermarmi: non potevo fare altri 20 km. in quelle condizioni. Rabbia ed amarezza mi invadono: avrei potuto fare una bellissima corsa! Naturalmente il mio ritiro dalla tappa costa caro: mi danno il tempo dell’ultimo arrivato, più di 30 minuti di penalità! Posso dire addio alla lotta per un buon piazzamento, trascorro il resto della giornata a chiedermi se l’indomani potrò correre l’ultima tappa. Il 15 Marzo quindi è la tappa finale, quella in cui percorriamo il deserto sabbioso, affrontando le dune. Voglio terminare quest’avventura nonostante i dolori alla schiena; mi aggrego alla prima donna e percorro la tappa con lei. Il tempo vola, concentrati come si è sul percorso, con pochi punti di riferimento; i dolori non mi fanno nemmeno accorgere della fatica; arrivo al traguardo 22°, nonostante tutto. Questo sarà il mio ultimo sforzo: da quel momento in poi non riuscirò più a correre che per pochi metri, per parecchio tempo. Alla fine della gara ci troviamo in un’oasi con uno splendido laghetto di acqua calda, da cui non si vorrebbe mai uscire. La sera, dopo la cena, ci sono le premiazioni, canti e risate. Il giorno 16 si parte per il ritorno: trenta jeep ci riportano, dopo 3 ore di viaggio ed una pausa per il pranzo, a Djerba in albergo, dove posso farmi massaggiare. Nella cena finale una grandissima torta serve a festeggiare tutti i partecipanti: ora è veramente finita, ci si saluta per l’ultima volta. Il giorno successivo il viaggio in aereo ci riporta a casa. p.s.: questa corsa a tappe è un’esperienza bellissima, che consiglio vivamente ai podisti, non solo per l’ambiente particolare in cui si corre, molto affascinante, ma anche per le particolari condizioni in cui si vive per alcuni giorni. Se, infatti, si ha il necessario spirito di adattamento, quella è un’occasione per vivere, anche se per poco, a contatto con la natura, stabilendo con gli altri un rapporto di amicizia e di complicità, vedendo in loro degli amici e non degli avversari. p.p.s.: se qualcuno volesse andarci e vuole maggiori informazioni può contattarmi – tramite redazione@modenacorre.it - sarò ben lieto di fornire tutti i dettagli del caso. | |
| | maurizio cenci |